PESCARA – Rinchiuso in un carcere albanese in virtù di una sentenza ‘fantasma’ della magistratura marocchina che ha spiccato nei suoi confronti un ordine di cattura internazionale: è la vicenda kafkiana di un uomo di 47 anni, Michele Cusanno, di Cepagatti (Pescara), arrestato a Durazzo, appena sbarcato per una vacanza insieme alla famiglia, per l’accusa di traffico di auto rubate relativa ad una condanna a cinque di reclusione emessa da un tribunale marocchino mai notificata all’uomo.
A riportare la notizia è l’edizione regionale de ‘Il Tempo’.
Secondo quanto riferito dal fratello Luigi, Cusanno era stato in Marocco nel 2005 insieme a due amici; mentre si trovava in albergo i suoi compagni di viaggio vennero fermati perché l’auto sulla quale viaggiavano aveva i documenti contraffatti.
I due finirono in carcere e furono condannati a tre mesi di reclusione, mentre Cusanno si adoperò per trovare loro un avvocato e ripartì per l’Italia senza che gli fosse mosse alcuna accusa.
Del processo e della relativa condanna l’uomo non ha mai avuto alcuna notizia La madre di Cusanno ha lanciato un appello al ministro di Grazia e Giustizia, Angelino Alfano, perché intervenga in modo che l’Italia chieda il rimpatrio immediato dell’uomo, prima che scada il termine di 30 giorni che obbligherebbe le autorità albanesi all’esecuzione dell’estradizione in Marocco.






