PESCARA – “Stop alle ricerche nei mari italiani, turismo e petrolio sono scelte inconciliabili”: per dire no alle trivellazioni nel mare Adriatico, anche Legambiente parteciperà alla manifestazione organizzata a Termoli (Campobasso) contro la decisione del ministero dell’Ambiente di autorizzare le indagini sulla presenza di petrolio nei fondali del basso Adriatico, tra le coste abruzzese e molisana e le Isole Tremiti (Foggia).
L’associazione ambientalista aderisce alla protesta, che si terrà sabato mattina nel piazzale del porto di Termoli, “per chiedere al governo di ripensare questa politica pericolosa che garantisce solo ricchi affari alle aziende petrolifere e nessun beneficio reale per la collettività italiana”.
Per Legambiente “l’estrazione di petrolio non conviene sia per l’esigua quantità ottenibile dai giacimenti italiani ma ancor di più perché compromette irrimediabilmente il patrimonio paesaggistico e naturale delle nostre coste ponendo una grave ipoteca sullo sviluppo e la tutela di ampie aree del mare e del territorio italiano”.
“Secondo le stime del ministero dello Sviluppo economico, infatti – si legge in una nota di Legambiente – la ricerca forsennata per individuare ed estrarre petrolio in Italia potrebbe portare al massimo circa 130 milioni di tonnellate (totale delle riserve ancora recuperabili) e anche estraendo tutto il petrolio recuperabile nel sottosuolo e sotto il mare italiano, la quantità ottenuta sarebbe sufficiente, ai consumi attuali, a garantire l’autonomia per soli 20 mesi”.
“Le nuove trivellazioni in tutti i mari italiani sono incompatibili con lo sviluppo di attività sostenibili come il turismo di qualità e la pesca – afferma il responsabile scientifico dell’associazione, Stefano Ciafani – e poi non servono all’Italia”.





