PESCARA – Con la deposizione di una corona d’alloro al monumento a lui dedicato, il Comune di Pescara ha ricordato, oggi, l’anniversario della morte del giudice Emilio Alessandrini, ucciso il 29 gennaio 1979, a Milano, da un commando dell’organizzazione terroristica Prima Linea.
Alla cerimonia, che si è svolta in piazza Unione, ha partecipato anche il figlio del magistrato, Marco Alessandrini, consigliere comunale del Pd.
Visibilmente commosso, Alessandrini ha sottolineato che il ricordo del padre è sempre vivo.
“Trentaquattro anni – ha detto, a margine della cerimonia – sono un lasso di tempo molto ampio, che ho attraversato conoscendo varie stagioni della memoria. Oggi, come si vede attraverso queste cerimonie, c’è un’attenzione che nei decenni passati non c’è stata”.
“Questo – ha spiegato – probabilmente perché il terrorismo, per molti anni, è stato un argomento di cui non si parlava, una specie di tabù della nostra società”.
“Il tempo passa – ha aggiunto – si guarda al passato non più con l’emergenza giudiziaria, ma come fatto storico e si ricorda quella stagione affinché la terribile spirale di violenza che ha vinto il nostro paese non si ripeta mai più”.
“Non si ripeta mai più – ha sottolineato – in un’epoca certamente diversa rispetto agli anni ’70, ma in cui si assiste a tensioni sociali molto forti, che mai e poi mai devono esondare dagli argini della legalità, dal rispetto delle regole e dalla manifestazione libera del pensiero”.
Il sindaco Luigi Albore Mascia, che ha promosso l’iniziativa, ha ribadito la sua ammirazione per il giudice Alessandrini.
“L’ho conosciuto personalmente da bambino e ricordo – ha evidenziato – che mi colpì subito il suo carisma e la sua autorevolezza”.
Mascia ha sottolineato che la sua amministrazione ha sempre onorato la figura del magistrato, “innanzitutto per quello che rappresenta e ha rappresentato e poi per il rapporto umano e personale con il figlio Marco”.






