PESCARA – Continua il problema del dragaggio del porto e proseguono le iniziative per risolverlo.
A tal proposito, si è tenuta nel primo pomeriggio una riunione di alto livello presso il Ministero delle Infrastrutture a Roma, in cui sono state sollevate le varie problematiche relative al porto di Pescara e sono state acquisite informazioni per elaborare una scheda con le possibili soluzioni e i finanziamenti necessari entro il 12 maggio.
In questa data, infatti, ci sarà la firma dell’intesa tra il Ministero delle Infrastrutture e la Regione Abruzzo sull’utilizzo dei fondi Fas (Fondi per le aree sottoutilizzate), che potrebbero essere utilizzati per la risoluzione dei problemi del porto canale e di tutte le opere accessorie necessarie a risolvere definitivamente la questione.
L’incontro di oggi è stato richiesto dal Comune e dalla Provincia di Pescara in una lettera a doppia firma spedita al ministro delle Infrastrutture Matteoli, al provveditore Carlea e al capo della Protezione civile, Gabrielli, in cui si chiedeva il massimo impegno delle istituzioni romane sulla vicenda del dragaggio.
A questa erano presenti il sindaco, Luigi Albore Mascia, il presidente della Provincia di Pescara, Guerino Testa, gli assessori regionali Giandonato Morra e Gianfranco Giuliante, il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, il consigliere comunale Moreno Di Pietrantonio, il dirigente generale del Ministero delle infrastrutture, Incalza, e il direttore generale dei Porti, Caliendo.
Una volta individuati, i fondi dovrebbero poi essere gestiti dal commissario Goio, il quale aveva recentemente rinunciato all’incarico finchè non ci sarebbero stati i finanziamenti idonei a porre fine a questa maratona di problemi relativi al porto.
Con questi nuovi fondi, però, la situazione dovrebbe cambiare e Goio dovrebbe effettuare tutte le procedure tecniche e amministrative per la risoluzione.
Certo è che non è facile guardare positivamente il futuro prossimo visti i problemi che aumentano ogni giorno e l’arrivo dell’alta pressione che ha portato alle basse maree.
Alcuni armatori hanno minacciato di andarsene, la stagione turistica sta iniziando e, oltre ai problemi commerciali relativi agli scambi e alla pesca, sono a rischio anche i collegamenti con la Croazia.





