PESCARA – Gli infermieri dell’ospedale di Pescara preferiscono luglio per andare in ferie ma molti degenti non sanno più da chi farsi assistere.

E’ critica la condizione di alcuni reparti del nosocomio pescarese per la scarsa presenza di personale, soprattutto quando ad essere coinvolti sono reparti altamente specializzati. Preoccupati i sindacati, specie per l’unità di terapia neurovascolare, meglio conosciuta come la Stroke unit.

Solo qui in Abruzzo si pratica la trombolisi, una terapia usata per contrastare l’insorgere di gravi complicazioni al cervello.
Se gli infermieri mancano qui, o per lo meno non bastano, bisognerebbe augurarsi di non trovarsi mai ricoverati in questo reparto, specialmente ora che tutti sono in ferie.

A denunciare il fatto, secondo quando è riportato dal quotidiano Il Messaggero, sono i sindacalisti della Uil, che hanno già inviato una lettera al direttore generale e al direttore sanitario del Santo Spirito per far presente in quali condizioni insostenibili si trova il personale medico e paramedico, in particolar modo in questi mesi estivi.

Una drastica riduzione di personale infermieristico, da 11 a 6 unità: un vero e proprio drastico dimezzamento del supporto di assistenza. E ovviamente a farne le spese i pazienti ricoverati in ospedale, specie quelli che hanno bisogno di continuo monitoraggio.

Dura dunque la posizione dei sindacalisti, che chiedono provocatoriamente la chiusura del reparto della Stroke Unit: “ci sono stati momenti in cui alcuni turni venivano sostenuti da un solo infermiere – denuncia Pasquale Di Taranto, della Funzione pubblica della Uil –  e questo non è tollerabile. E’ vero – aggiunge – manca personale anche altrove, ma in questo caso ci troviamo di fronte ad un servizio talmente delicato che non può permettersi il lusso di essere abbandonato a se stesso”.

Al momento tutto tace. Nessuna replica, nessun segnale di risposta dai vertici dell’ospedale. Ma ci sarà qualcuno che prima o poi sarà di ritorno dalle “ferie”.