PESCARA – Massimo Maravalle aveva intenzione di uccidere anche la moglie, Patrizia Silvestri, quando la notte del 18 luglio scorso ha soffocato il figlio di 5 anni, Maxim.
Questo è quanto emerge dalle prime ricostruzioni fatte dagli inquirenti e dalla testimonianza dello stesso omicida che, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, raccontando con estrema lucidità al giudice Gianluca Santandrea che era proprio sua intenzione compiere tale gesto anche nei confronti della coniuge, avrebbe quindi confermato la tesi.
Da quanto si legge sul Messaggero, lo scopo dell’assassinio era infatti sottrarre i propri cari alle azioni violente e alle minacce di alcuni soggetti che da tempo complottavano contro di lui. Ossessioni che sembrerebbero essere conseguenze della sospensione dei farmaci che l’uomo prendeva per la psicosi atipica di cui era affetto.
La circostanza sarebbe stata inoltre confermata anche dal racconto della stessa Patrizia Sivestri la quale, riferendo quanto accaduto alla polizia, ha raccontato di essersi svegliata a causa di alcuni rumori e, quindi, di aver trovato il marito che vagava per la stanza con una busta di plastica in mano, in cui le chiedeva di infilare la testa. Solo qualche minuto dopo, recandosi nella stanza del figlio Maxim, la donna ne avrebbe poi scoperto il cadavere.




