PESCARA – “La nomina di Giordano Bruno Guerri a ‘sovrintendente’ delle attività culturali pescaresi per un compenso di novantamila euro è una cosa a dir poco vergognosa”.

Ad affermarlo è Il Coordinatore Provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Roberto Di Lodovico.

“È noto a tutti – ha detto – che da tempo l’intervento pubblico per il sostegno alle attività culturali si è ridotto al lumicino a partire dallo Stato, per proseguire con Regioni, Province e Comuni. A Pescara, la situazione è paradossale: si assiste contemporaneamente ad un taglio feroce, anche per attività culturali storiche, ed a sciali incomprensibili di denaro pubblico”.

“L’esito disastroso della prima e speravamo ultima edizione del festival dannunziano – ha affermato – definito internazionale perché la sua eco è giunta persino a Montesilvano, avrebbe dovuto indurre i nostri amministratori a una seria riflessione sul rapporto costi /benefici in merito ai tanti soldi spesi, ma tant’è. Non resta che prendere atto che perseverare è diabolico”.

“Giova ricordare – ha aagiunto – che: per fare cassa, questa amministrazione ha revocato la delibera e la graduatoria, approvate dalla precedente amministrazione, che assegnava in affitto immobili di proprietà comunale alle associazioni culturali,  mettendoli in vendita;  la Società del Teatro e della Musica “L. Barbara” ha potuto organizzare la stagione teatrale e dei concerti solo grazie al cospicuo intervento della Fondazione “PescarAbruzzo”; “T come Teatro” una iniziativa storica rivolta ai bambini, che si è svolta in città ininterrottamente dal1992 è stata cancellata da questa Giunta; La Giunta non è ancora riuscita a reperire le poche risorse necessarie per riaprire il Teatro Michetti, di  proprietà della Città; I contributi a sostegno delle attività del vivace tessuto associativo culturale cittadino sono stati praticamente azzerati; La ludoteca di via Lago di Capestrano è stata lasciata in balia dei vandali”.

“Si potrebbe continuare a lungo di questo passo – ha proseguito Di Lodovico – ma le poche cose elencate danno già l’idea di come potessero essere usate meglio le risorse che finiranno nelle tasche di un personaggio non certo di primo piano nel panorama intellettuale nazionale. Infine ci si può chiedere: perché pagare per le stesse cose anche un assessore alla cultura? Avessero almeno il coraggio dare questo incarico a Giordano Bruno Guerri! Almeno si risparmierebbe uno stipendio”.

“A questo punto – ha concluso – è necessario che le forze politiche ed intellettuali che hanno a cuore la dignità della nostra città reagiscano alla ennesima mortificazione  inflittale da questa giunta malata, allo stadio terminale, di provincialismo”.

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