PESCARA – L’Onorevole Fli Daniele Toto, sulla tragedia della morte dei tre neonati ricoverati al Santo Spirito di Pescara ha dichiarato.
“La morte dei tre bimbi ricoverati nell’ospedale di Pescara va considerata con tutto il rispetto che la tragedia impone verso i genitori dei piccoli e verso la memoria stessa dei neonati scomparsi. Appaiono, per questo, fuori luogo, i riflessi condizionati da taluno messi in mostra, per incontenibile attitudine vanagloriosa e con evidente intento consolatorio”.
“Preoccupa, tuttavia, che, a distanza di diversi giorni dal primo dei tre episodi occorsi nell’arco di poco più di due settimane, non si sia venuti a capo, sul piano strettamente sanitario, delle ragioni tecniche di tanta disgrazia, se è vero, come riferisce la stampa, che, sul fronte interno al nosocomio, si starebbe ancora ai preliminari dell’inchiesta amministrativa, sollecitata in questi giorni dallo stesso Commissario ad acta, a suo stesso dire, stando alle attribuzioni di quotidiani”.
“E’ urgente chiarire, senza interferenza alcuna, neppure dialettica, d’altronde indebita e anche inopportuna, nelle indagini della magistratura, l’eziologia della crisi settica degli ambienti ospedalieri interessati, per l’intuitiva necessità di prevenire ulteriori, malaugurati casi consimili e per escludere, oltre ogni dubbio, che la genesi e l’evoluzione della “perdita di controllo” della situazione igienica in quegli ambienti, a causa della quale il batterio, poi isolato, ha avuto modo di insinuarsi, non dipenda in alcun modo da eventuali carenze organizzative riconducibili alle penurie, di varia natura, sofferte per il Piano di rientro dai debiti sanitari”.
“Se così fosse, dovremmo persino paventare la strutturazione di rischi, quale quello che ha determinato o concorso a generare la sciagura che ha colpito i tre piccoli e le loro famiglie. E’ indispensabile, quindi, sgombrare il campo da ogni dubbio in proposito, al di là dell’accertamento delle responsabilità, che compete alle autorità preposte, anche per rassicurare, opportunamente, gli utenti della struttura sanitaria”.






