PESCARA – “Nella vicenda della morte dei neonati all’ospedale di Pescara, la relazione ha confermato che sono state rispettate tutte le procedure previste dal protocollo e che c’é stata una reazione pronta e professionale a un evento avverso e imprevedibile che ha verosimilmente causato la morte dei due neonati immunodepressi e con problemi di salute, visto che per il terzo non è stato provato il nesso di casualità con il batterio della Serratia marcescens”.

Lo ha affermato il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, questo pomeriggio nel corso della conferenza stampa tenuta assieme al sub commissario Sanità, Giovanna Baraldi, e al direttore generale della Asl di Pescara Claudio D’Amario per chiarire le cause che hanno portato al decesso di tre ricoverati del reparto di Neonatologia dell’ospedale di Pescara.

“L’indagine epidemiologica – ha proseguito Chiodi – non ha evidenziato negligenze o comportamenti non conformi alle procedure. Nel reparto si è verificato un evento avverso, ovvero una imprevedibile e improvvisa evenienza negativa che ha verosimilmente causato la morte dei neonati estremamente prematuri e sottopeso, mentre per i restanti neonati coinvolti si è trattato di infezioni meno gravi e già curate”.

“Si è verificata – ha aggiunto il presidente della Regione Abruzzo – di un’infezione sincrona da parte di un germe opportunista, la Serratia mercescens, che è in grado di causare danni solo a neonati ad alto rischio”.

Il direttore generale della Asl D’Amario ha respinto al mittente illazioni circa la presenza del batterio killer all’interno dell’ospedale, prima della tragedia.

“L’indagine epidemiologica interna ha appurato – ha detto D’Amario – che il batterio è entrato all’interno del reparto tramite contagio da veicolo umano, attraverso la trasmissione da un altro piccolo degente. Veicolo della trasmissione è stato un bambino arrivato in ospedale già con l’infezione in atto. Non è stato dunque il dispenser di sapone la causa dell’infezione”.

Il presidente Chiodi ha poi concluso sottolineando la bassissima percentuale di mortalità del reparto di neonatologia dell’ospedale di Pescara.

“Stiamo parlando di un evento che all’ospedale di Pescara non era mai stato isolato in passato”.

Negli anni scorsi epidemie mortali da Serratia si sono verificati anche negli ospedali di Ancona, Roma, Napoli, Modena, Cagliari, Pavia e Milano.

Nei prossimi giorni è atteso il rapporto dei carabinieri del Nas di Pescara che su richiesta dell’Autorità Giudizia, hanno avviato controlli sull’evento, acquisendo documentazione sanitaria in merito ai neonati ricoverati.