PESCARA – Carlo Masci di Forza Italia ricandidato alle alle elezioni comunali di Pescara, della primavera 2024, con il via libera dai vertici nazionali del centrodestra, in base al principio della continuità.
Principio che sarà adottato anche per gli altri sindaci uscenti del centrodestra che dovranno tra pochi mesi sottoporsi al giudizio degli elettori: il leghista Ottavio De Martinis a Montesilvano, Matteo Perazzetti di Fratelli d’Italia a Città Sant’Angelo, e Jwan Costantini segretario provinciale della Lega a Giulianova, il che significa che Costantini non sarà candidato alle regionali del 10 marzo.
Questo è stato stabilito nella riunione di ieri a Pescara, a cui hanno preso parte per Fdi il coordinatore regionale e senatore Etelwardo Sigismondi, i vicecoordinatori Guerino Testa, deputato, e Guido Quintino Liris, senatore, il capogruppo in Regione Massimo Verrecchia, il coordinatore regionale di Forza Italia, il deputato Nazario Pagano e il capogruppo in consiglio regionale Mauro Febbo; per la Lega il sottosegretario all’Agricoltura, e coordinatore Luigi D’Eramo, il responsabile enti locali Abruzzo Marcello Antonelli e il capogruppo Vincenzo D’Incecco, Infine per l’Udc, il segretario regionale e sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio e l’ex parlamentare Paolo Tancredi per Noi moderati.
Sul tavolo ci doveva essere anche una decisione sui candidati alle regionali sgraditi alla Lega, come in primis l’assessore regionale Nicola Campitelli, che ha abbandonato i salviniani, per aderire a Fratelli d’Italia, e che vorrebbe correre nel collegio provinciale di Chieti. Una ipotesi che in verità crea forti malumori nella stessa Fratelli d’Italia, dove sono tanti che aspirano in un posto in lista per strappare uno scranno all’Emiciclo. Ma non è stata presa nessuna decisione.
Tornando alle Comunali: la conferma di Masci non era scontata, viste le fibrillazioni che si registrano nella sua maggioranza, per il sondaggio della Governance Poll pubblicata dal Sole24ore, secondo cui il primo cittadino di Pescara è 82esimo nella classifica stilata su 87 sindaci italiani. Una perdita del 5,3 dei consensi per lui rispetto al momento dell’elezione per una percentuale di apprezzamento del 46 per cento. A incidere sul gradimento anche l’inchiesta giudiziaria su appalti truccati e consumo di cocaina negli uffici del municipio che ha coinvolto un suo uomo fino a quel momento di fiducia, Fabrizio Trisi, dirigente comunale dei lavori pubblici.






