PESCARA – “Piazza Salotto non è sottoposta ad alcun vincolo, né storico né culturale, come invece accade per altri spazi della città, dunque l’unico elemento sul quale la Soprintendenza avrebbe potuto esprimersi era sulla salvaguardia della cosiddetta ‘vista mare’ che infatti viene tutelata dal progetto di riqualificazione con il quale, concretamente, la nostra amministrazione si limita a sostituire una fontana senz’acqua con un’altra fontana con acqua”.

Lo hanno detto il sindaco di Pescara, Luigi Albore Mascia, e l’assessore alla Riqualificazione urbana Berardino Fiorilli intervenendo sul ‘caso’ di piazza Salotto sollevato dalla Soprintendenza.

“Non solo: oggi la Soprintendenza – hanno affermato i due – dice che dobbiamo ‘salvaguardare il vuoto urbano di Piccinato’, ossia una piazza che non è mai esistita a Pescara perché la nostra piazza Salotto non è evidentemente la piazza progettata da Piccinato, opera che mai si realizzerà. L’unico elemento che ritroviamo in quel progetto e che è tuttora esistente è il Palazzo Arlecchino”.

Mascia e Fiorilli hanno affermato che andranno avanti con la vicenda dell’attuale progettazione e su quella della precedente amministrazione comunale di centrosinistra sulla quale chiederanno “chiarimenti a ogni livello”.

“Il progetto proposto non modifica l’attuale vista mare – hanno spiegato i due – visto che si limita a sostituire una fontana senz’acqua con un’altra fontana, questa volta vera, ossia con veri getti d’acqua, lasciandola esattamente nello stesso posto, e corredandola di disegni a terra, realizzati su una pavimentazione sostituita dalla precedente amministrazione senza alcuna obiezione della Soprintendenza”.

“In altre parole – spiegano Mascia e Fiorilli – secondo la Soprintendenza il progetto odierno andrebbe a modificare il primo progetto di Piccinato che però non è mai stato realizzato e non è mai esistito, fatta eccezione per il Palazzo Arlecchino che non andiamo a modificare”.

“Contro il parere della Sovrintendenza – concludono il sindaco e l’assessore – è possibile ricorrere al Tar entro 60 giorni o comunque presentare un ricorso straordinario al presidente della Repubblica entro 120 giorni. Nelle prossime ore valuteremo il da farsi, ferma restando la necessità di approfondire quanto fatto negli anni precedenti su quella piazza, sulle procedure eventualmente seguite, sulle norme ottemperate e sulla partecipazione o meno di Enti e Istituzioni esterne”.