PESCARA – Un lunghissimo e inconsolabile abbraccio fra un disperato Lamberto Galiero, il marito della signora Annamaria Mancini e sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia: un gesto che non riporterà in vita la Annamaria, 57enne di Santa Teresa di Spoltore (Pescara), inghiottita con la sua Peugeot 206 lunedì scorso in un sottopasso di Via Fontanelle, nella città allagata dalla pioggia, ma che sicuramente ha aiutato, per un attimo, a mettere da parte tutta quella rabbia nei confronti delle istituzioni cui si rimprovera di non aver saputo fronteggiare un’emergenza così grande.
Per l’ultimo saluto alla signora Mancini solo lacrime.
Dopo giorni di pioggia infernali, nel pomeriggio di ieri c’era un beffardo e splendente sole ad accompagnare il feretro della signora Annamaria nella chiesa di San Pietro Martire di Fontanelle, dove c’era ad aspettarla una folla di almeno 500 persone.
Tanto dolore, tanta rabbia, lunghi applausi e momenti di silenzio che sembravano essere delle vere risposte ai tanti perché che ancora riecheggiano e scuotono le teste delle persone.
A celebrare la messa, Don Massimiliano De Luca, che ha espresso parole molto forti, quasi un rimprovero: ha ricordato a tutti che la natura non può essere domata e il creato non può essere manipolato.
Poi si è rivolto alla famiglia dandole forza e coraggio: “Non abbiate dei sensi di colpa in tutta questa situazione perché non avete responsabilità. E non spendete la vostra rabbia contro chi responsabilità ne ha davvero”.
Tanti i rappresentanti delle istituzioni, da Luciano Di Lorito, sindaco di Spoltore, aò vice sindaco di San Giovanni Teatino Giovanni Di Clemente, l’assessore regionale Mauro Febbo, il consigliere regionale Marinella Sclocco, che insieme agli altri hanno applaudito senza sosta la bara della donna ricoperta di fiori rosa.
Tutti in lacrime, ancora memori delle urla strazianti del figlio di Annamaria, che addolorato urlava al cielo “Mamma..” al momento del recupero del suo corpo.
E intanto le indagini proseguono, perché i famigliari esigono la verità: i carabinieri hanno sequestrato le pompe di sollevamento e i periti Enrico De Acetis e Fausto La Sorda si stanno occupando della verifica del corretto funzionamento dei sistemi di emergenza del sottopasso. Ma il vero interrogativo riguarda quelle transenne fantasma che non hanno allarmato la vittima, che era lì per aiutare i genitori Ugo e Lea, spaventati dall’emergenza pioggia.



