PESCARA – Una valutazione complessivamente positiva al primo bando da 75 milioni e un impulso a fare meglio nel prossimo bando, da 87 milioni, in rampa di lancio dopo il via libera di pochi giorni fa.
È quanto emerso oggi nel forum internazionale sull’attività svolta e sulle prospettive future del programma transfrontaliero Ipa Adriatico, summit svolto a Pescara presso l’auditorium De Cecco, cui hanno preso parte, tra gli altri, il ministro per gli Affari regionali e delle Politiche di sviluppo, Raffaele Fitto, il presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, il presidente del Consiglio regiononale, Nazario Pagano, il presidente dell’Autorità di Gestione Ipa, Giovanna Andreola, il vice ministro e segretario di Stato della Croazia, Carlo Gjurasic, e Jorida Tabaku, responsabile Cbc Albania e vice ministro per l’Integrazione europea.
Il primo bando ha distribuito 25 milioni per ognuno dei tre assi strategici, con il finanziamento di 33 progetti da un parco di 134 ammissibili, mentre erano 232 quelli presentati in totale. Numeri importante ma che, è emerso oggi, c’è tutta l’intenzione di migliorare nel prossimo bando.
La corsa alla partecipazione dei progetti partirà dal prossimo 1° agosto, ci sarà tempo fino al 29 ottobre succesivo.
Durante il summit di oggi è emersa da tutti gli interlocutori la volontà di sfruttare ancora meglio le opportunità messe a disposizione dal programma Ipa.
Il ministro Fitto ha ricordato “un principio molto importante, ovvero quello di rafforzare questa cooperazione e accompagnare i Paesi in preadesione in un percorso di adesione all’Unione Europea, partendo dal basso con un coinvolgimento che vede le nostre regioni in prima fila”.
Per il governatore Chiodi, ha sottolineato che “l’Abruzzo vuole continuare a svolgere un ruolo importante nella ricerca, nell’innovazione, nella cooperazione economica e sociale, nelle risorse umane e naturali e nella prevenzione di rischi”.
Il programma di cooperazione Transfrontaliera Ipa Adriatico “é un’esperienza molto importante e noi come ministero stiamo seguendo molto attentamente questo percorso che ha delle funzioni fondamentali”.
Lo ha detto il ministro degli Affari Regionali, Raffaele Fitto, arrivando a Pescara, dove è in corso il forum Ipa Adriatico. In particolare, secondo Fitto, sono due le funzioni fondamentali del programma: “quella di avviare questo livello di cooperazione dal basso fra i paesi membri e i paesi in preadesione, e questo in prospettiva è molto importante; il secondo è quello di accelerare cogliendo positivamente gli aspetti che emergono, perché siamo in una fase di discussione sul futuro di bilancio dell’Ue. La possibilità di ottenere ulteriori risorse in questa direzione – ha aggiunto il ministro – sarà data anche da livello di credibilità e capacità che nella spesa questi programmi dimostreranno”.
Le ricadute, ha aggiunto Fitto, andranno “dalla formazione, all’energia, alle politiche urbane. Ci sono diversi aspetti in questi programmi – ha sottolineato – ma c’é soprattutto un principio molto importante, ovvero quello di rafforzare questa cooperazione e accompagnare i paesi in preadesione in un percorso di adesione all’Unione Europea, partendo dal basso con un coinvolgimento che vede le nostre regioni in prima fila”
“Molti fattori rendono importante la cooperazione nell’Adriatico, fattri geografici e culturali che rendono possibile il tutto anche perchè lo sviluppo si persegue in aree sempre più vaste, con una rete di attori sempre più fitta”. È quanto ha affermato il presidente della Regione, Gianni Chiodi, intervenndo ai lavori del forum Ipa Adriatico a Pescara.
“Ci sono poi anche fattori che riguardano la stabilità politica dell’area, che dopo dieci anni di conflitto nei balcani ed ex Jugoslavia si sposta verso un’integrazione. Ci stiamo dirigendo verso la seconda fase del programma. Nella prima fase c’erano state difficoltà iniziali con paesi che già facevano parte dell’Unione europea, che poi sono stati. I progetti sono stati importanti nei settori su ricerca, innovazione ecologia ,culturaa ,sulle e prevenzione dei rischi. L’Abruzo può iniziare una discussione operativa con le relative autorità nazionali. L’Abruzzo deve dare il suo importante contributo”.
Il governatore, cogliendo l’occasione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, ha donato al ministro Raffaele Fitto una moneta antica abruzzese sulla quale è incisa la parola ‘Italia’: per questo motivo molti storici ritengono che probabilmente la ‘Italia’ sia stata utilizzata per la prima volta in Abruzzo.
“PRIMA FASE PROGETTO HA DATO RISULTATI POSITIVI”
“Nella prima fase la gestione del programma Ipa Adriatico ha comportato delle difficoltà, ci sino paesi e regioni con culture, filosofie ed esigenze diverse, alla fine però i risultati sono stati positivi con il primo bando che nei tre assi strategici che promuovono cooperazione sociale ed economica e coesione ha finanziato con circa 75 milioni di euro 33 progetti scelti tra i 133 presentati”.
Lo ha detto il presidente della Giunta regionale, Gianni Chiodi, intervenendo al Forum dal titolo “Il ruolo del programma Ipa Adriatico nelle politiche di cooperazione transfrontaliera dell’Unione Europea”, che si sta svolgendo a Pescara.
L’evento, al quale tra gli altri ha partecipato il ministro per gli Affari regionali e delle Politiche di Sviluppo, Raffaele Fitto, ha lo scopo di fare il punto sulle attività fatte e future del Programma comunitario di Cooperazione transfrontaliero “Cbc IPA Adriatico” (2007-2013). “L’Abruzzo ha avuto una responsabilità enorme sia politica che di gestione, alcune difficoltà, soprattutto con Grecia e Slovenia, sono state superate con la capacità diplomatica – ha continuato Chiodi – D’altra parte l’Abruzzo ha esperienza ed autorevolezza essendo stata l’unica regione che ha gestito due programmi di cooperazione transfrontaliera, prima Interreg, ora Ipa Adriatico, al quale sono coinvolti otto stati ed otto regioni”.
Chiodi ha sottolineato che l’Abruzzo vuole continuare a svolgere un ruolo importante nella ricerca, nell’innovazione, nella cooperazione economica e sociale, nelle risorse umane e naturali e nella prevenzione di ruschi. Nel ricordare il ruolo di Ipa nell’accompagnamento dei Paesi in pre adesione, rispetto al futuro, il presidente ha spiegato che la prospettiva non può che essere nella creazione della macroregione adriatica: “Lo sviluppo passa per aree più vaste, non su microterritori, non si è capito che bisogna anticipare gli scenari nuovi, l’Abruzzo l’ha capito e sta proponendo le novità”
“Siamo soddisfatti dell’attività posta in essere finora, per un paese così piccolo come la Croazia è molto importante essere presenti in Ipa. Abbiamo fatto un grande passo dopo 10 anni, ora abbiamo fatto l’ultimo passo entrando a far parte di una famiglia di 500 milioni di abitanti”.
Lo ha detto il vice ministro e segretario di Stato della Croazia, Carlo Gjurasic, intervenendo al Forum dal titolo “Il ruolo del programma Ipa Adriatico nelle politiche di cooperazione transfrontaliera dell’Unione Europea”, in corso quest’oggi a Pescara.
L’evento ha lo scopo di fare il punto sulle attività fatte e futire del Programma comunitario di Cooperazione transfrontaliero “Cbc IPA Adriatico” (2007-2013).
“Siamo interessati alla protezione del mare intesa come difesa della costa e dell’ambiente, aspetti importanti pere l’Europa, siamo interessati all’avvicinamento culturale delle due sponde dell’Adriatico, abbiamo interesse ad avere rapporti con l’Italia – ha proseguito il vice ministro – è in atto uno scambio tra il fiume Neretva e il delta del Po che ha portato alla creazione di un museo sperimentale ornitologico. Con i prossimi progetti dobbiamo rafforzare le attività”.
Al programma partecipano otto Stati: Slovenia, Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Albania, Serbia, Grecia e per l’Italia, oltre all’Abruzzo, regione capofila, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Marche, Puglia e Molise.
Il programma ha una dotazione complessiva di circa 280 milioni di euro e mira ad armonizzare l’area transfrontaliera adriatica nel nome della cooperazione istituzionale, economica, culturale, turistica, ambientale ed infrastrutturale.
“È importante il decentramento della governance e in questo senso il modello italiano è un ottimo esempio”.
Lo ha affermato, nel suo intervento in occasione del Forum Ipa, il viceministro dell’Integrazione europea dell’Albania, Jarida Tabaku, secondo cui il Programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico è “molto importante, non solo per una questione economica”.
Il viceministro, sottolineando che l’Albania è “protagonista di questo strumento insieme ad altri Paesi”, ha parlato di “nuove strategie di management” ed ha affermato che il programma aiuterà sia “la comunità locale”, ma anche “gli enti locali a conoscere meglio la legislazione europea”.
“È importante per il suo impatto socio-economico – ha aggiunto Tabaku – cambierà il modo di lavorare delle municipalita e degli enti locali in Albania. Consentirà di trasferire le competenze e di capire meglio anche il lavoro della governance locale”.
Il viceministro ha poi parlato di numerosi “progetti molto efficaci che sono stati selezionati e che stanno iniziando ad essere diffusi, assieme ad importanti progetti strategici”.
Si tratta di iniziative dedicate a temi, quali, ad esempio, le energie alternative e la collaborazione istituzionale ed economica.
Tabaku ha concluso il suo intervento invitando i Paesi al confronto e alla discussione, facendo sì che gli incontri siano uno strumento per “rafforzare ed accrescere la qualità dei progetti e del programma”.
“Bisogna presentare progetti efficaci, efficienti e che abbiano un impatto concreto per sviluppare ed armonizzare l’area adriatica. Serve uno scatto di orgoglio”.
L’appello viene dall’autorità di gestione del programma comunitario di Cooperazione transfrontaliera “CBC IPA Adriatico” (2007-2013), Giovanna Andreola, dirigente del settore Attività internazionali della Regione Abruzzo.
L’intervento è stata fatto nel corso della discussione che si è sviluppata nella seconda parte del forum “Il ruolo del programma Ipa Adriatico nelle politiche di cooperazione transfrontaliera dell’Unione Europea”, che si è svolto a Pescara.
“Si deve inaugurare una nuova generazione di progetti e proposte – ha spiegato ancora la Andreola – Del resto, i valutatori saranno inflessibili. Questa è la richiesta dell’Europa e del Governo italiano”.
In relazione all’attività svolta finora, la Andreola ha sottolineato che è stato complesso rendere possibile omogeneizzare dal punto di vista socio-economico le due aree per la presenza di paesi dalle culture diverse e dalle esigenze diverse.
“Ma alla fine abbiamo ottenuto buoni risultati – ha concluso la Andreola – ci ha molto aiutato il fatto che da dieci anni l’Abruzzo è autorità di gestione della cooperazione adriatica. Credo abbiamo rappresentato il sistema Italia in questo ambito”.
Il programma di cooperazione transfrontaliera Ipa Adriatico rappresenta la continuazione del programma transfrontaliero adriatico 2000/2006 , rafforzando lo sviluppo sostenibile e la cooperazione della regione adriatica.
La chiave di lettura è rappresentata dall’assistenza fornita ai paesi candidati o potenziali candidati all ingresso nell’unione europea. Il programma propone l integrazione tra aree con problemi comuni anche se separati da barriere nazionali.
Gli stati sono 8: Italia Slovenia Grecia Croazia Albania Bosnia Montenegro. La Serbia, a causa della mancanza di aree costiere nell Adriatico, e ammessa ma con una partecipazione graduale al programma limitato alle attività di cooperazione istituzionale.
Obiettivi sono il rafforzamento della ricerca e l’innovazione per facilitare lo sviluppo Dell area adriatica attraverso la cooperazione sociale, economica e istituzionale. Inoltre l’iniziativa di cooperazione è volta alla promozione, valorizzazione e protezione delle risors naturali e culturali attraverso la gestione congiunta dei rischi naturali e tecnologici. Obiettivi non secondari, infine, sono il potenziamento e l’integrazione della rete delle infrastrutture esistenti, promuovendo e sviluppando i servizi di trasporto, di informazione e comunicazione.
La risorse del programma ammonteranno a circa 288 milioni tra cui 244 dai fondi comunitari e 43 di fondi nazionali. Il primo bando del 2009 riguardava 75 milioni, 25 x ogni obiettivo.
Tra i 282 progetti presentati,134 sono stati ammessi per la verifica di qualità. Il secondo bando, della durata di 90 giorni, prevede delle novità come il nuovo sistema di presentazione online.
Il bando è aperto a tutte e tre le aree tematiche contenute negli obiettivi del progetto per poco più di 27 milioni per ogni obiettivo. Requisiti minimi: devono partecipare almeno due partner, uno dell’Unione europea e uno aderente al progetto Ipa.
Dal punto di vista finanziario, invece, sono previsti finanziamenti da 500 mila euro per ogni singolo progetto fino ad un massimo di 5 milioni.
Previsto un finanziamento minimo per ogni partner di 100mila euro, mentre la durata massima del progetto è fissata in 36 mesi. Partner eleggibili: enti pubblici, organismi di diritto pubblico organismi privato profit (piccole e medie imprese) e no profit e come requisito minimo è richiesto il possesso della personalità giuridica.
Per quanto riguarda i partner fuori area, invece, sono eleggibili ma esistono delle limitazioni sulle spese da chiedere per ottenere rimborso, a meno che non siano necessari per il perseguimento degli obiettivi del programma.






