PESCARA – “Pezzo di merda , hai rotto il cazzo a fare questi nomi…infamone , la devi finire , la devi finire Pettinari, io ti schiatto la coccia Pettinari” “. “…tu secondo me non ha mai preso le botte , qualcuno ti deve spaccare il muso come si deve “ invocando, poi, la morte di mia madre! Questi messaggi audio li ho ricevuti poco fa” .

A renderlo pubblico, sulla sua pagina facebook, è Domenico Pettinari, ex vicepresidente del Consiglio regionale del M5s, ora consigliere comunale civico di Pescara, che assiduamente si dedica a denunciare la presenza asfissiante della criminalità che ammorba in particolare quartieri come quello, famigerato, di Rancitelli e altre zone di Pescara diventate supermarket della droga, con i cittadini onesti di fatto in ostaggio dei clan.

Pettinari assicura che le gravi minacce “provengono da un pluripregiudicato che non ha gradito le mie ultime azioni a tutela della legalità poste in essere in questi giorni accanto a Francine”, la donna coraggio che combatte in Via Tavo la malavita.

Le minacce sono infatti arrivate a poche ore dai servizi andati in onda sull’emittente nazionale Rete 4.

“Se la malavita risponde con tanta forza vuol dire che stiamo facendo bene. Stiamo facendo tutto il nostro dovere e forse anche qualcosina di più. Non sarei sincero se dicessi che non ho paura ma sono certo che questa battaglia di legalità e civiltà debba continuare con la stessa forza e la stessa determinazione di ieri perché abbassare la testa significa darla vinta a loro e questo non voglio . Sto combattendo da anni contro il malaffare, contro gli spacciatori, gli usurai, i criminali della nostra terra che ogni giorno tengono la brava gente ostaggio delle loro prepotenze ed angherie”.

Conclude Pettinari: “per il mio impegno civico accanto agli ultimi e indifesi ho subito aggressioni, minacce, mi sono entrati in casa incappucciati , mi hanno lanciato contro due pitbull con ordine di attacco , lanciato coltelli addosso e tentato di investirmi con la macchina. Ho subito tutte queste cose mentre stavo combattendo la malavita nelle centrali di spaccio e di degrado della nostra terra. Questa per me non è una battaglia politica. La politica c’entra nulla. Questa è una missione di vita che ho scelto tanti anni fa e continuerò fino a quando nostro Signore mi darà la forza e la protezione. Persone come Francine non devono essere lasciate sole e io non le lascerò mai sole. Se rischiano loro possiamo rischiare anche noi uomini dello Stato perché io sono semplicemente un servitore delle Istituzioni che non ha scelto la vita comoda”.