PESCARA – Lo storico bar Camplone di Pescara, soffocato dalla crisi più di un anno fa, diventerà un fast food.
Il “chiuso per ferie” affisso da un anno e mezzo sulla porta principale del locale (ora vuoto) inganna ancora i passanti ma ormai polvere e vetrine oscurate parlano chiaro: per la gelateria più chic della città adriatica non c’è speranza e a nulla è valsa l’iniziale ma interessante idea di Adamo Di Natale, padrone di Berardo, la gelateria esattamente di fronte, che aveva timidamente proposto la possibilità di rilevare il locale e lasciare a lavoro tutti i suoi dipendenti.
Ma le condizioni poco chiare dell’eventuale affare e la poca disponibilità dei soci di Camplone a trattare hanno, in poco tempo, indebolito questa possibilità.
Per il secondo anno consecutivo, proprio con l’avvento della stagione estiva, i pescaresi sentono particolarmente la mancanza di questo importante e significativo punto di ritrovo per la città: i gustosi gelati che hanno accompagnato le passeggiate lungomare di generazioni, sono solo un ‘dolce’ ricordo come anche l’elegante location, ideale per sorseggiare un caffè e scambiare chiacchiere guardando la spiaggia.
Ma per l’ex gelateria c’è un’importante novità che taglia i ponti con il passato.
“America Graffiti”, la prima catena italiana di ‘american diner’ di Forlì in questi giorni sta portando avanti le trattative con i soci di Camplone per trapiantare un fast- food nei locali: c’è ancora discrezione in merito, ma sul sito on line della catena americana tra le prossime aperture c’è proprio la sede nella città di Pescara.
La “America Graffiti” propone il modello delle tavole calde e dei fast food americani degli anni Cinquanta offrendo menù veloci a base di hamburger, hot dogs, eggs and bacon, ma anche insalate, dolci e patatine, secondo la dieta tipicamente americana.
Camplone probabilmente non tornerà a essere una gelateria, ma almeno quel locale vuoto e buio di piazza Primo Maggio tornerà a vivere. Sebbene in stile americano.



