PESCARA – Il gip del tribunale di Teramo, Domenico Canosa, ha convalidato il fermo di Raffaele Grieco, 41 anni, il buttafuori accusato di avere ucciso martedì scorso, a Pescara, il pasticciere Giandomenico Orlando, di 67 anni.
Grieco, che deve rispondere di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, resta dunque nel carcere di Castrogno, a Teramo.
Gli atti sono stati inviati al pm della Procura di Pescara, Rosangela Di Stefano.
La salma di Orlando, intanto, è stata restituita ai familiari e oggi alle ore 15, nella chiesa di Sant’Andrea a Pescara, saranno celebrati i funerali.
Grieco, che è difeso dall’avvocato Paolo Marino, è stato catturato mercoledì dai carabinieri a Pineto (Teramo) dopo alcune ore di fuga.
Tra la famiglia Orlando e quella del presunto omicida c’eranop delle ruggini.
Nei suoi confronti la polizia, nell’ambito di due procedimenti per precedenti aggressioni, aveva presentato alla Procura cinque informative in cui si ravvisava la necessità di una misura cautelare.
Misura che, però, non è mai arrivata.
Gli uomini della Mobile, diretti da Pierfrancesco Muriana, stanno continuando ad ascoltare famigliari della vittima e testimoni, anche per capire se vi siano liti o discussioni recenti tra il pasticciere – l’uomo avrebbe sempre avuto un atteggiamento protettivo nei confronti dei famigliari – e il presunto omicida. Episodi che potrebbero aver portato al gesto di ieri che, in base agli elementi in mano agli investigatori, ha l’aria di una spedizione decisa e pianificata.
La vicenda tra le due famiglie risale al 2010, quando, per questioni condominiali, ci fu una discussione nella pasticceria, arrivò la polizia e la madre di Grieco, residente nell’appartamento sopra il locale, fu condannata.
Un episodio che il figlio 41enne della donna non ha mai accettato e da cui sono iniziati i problemi: Grieco ce l’aveva con tutta la famiglia Orlando e per due volte ha aggredito il figlio del pasticciere.
Due i procedimenti avviati nei suoi confronti, uno per un episodio dell’agosto 2013 e l’altro per un’aggressione del novembre 2014.
Nell’ambito di tali procedimenti la polizia ha più volte richiesto misure cautelari, mai accolte.
L’unico provvedimento è stato un ammonimento del questore.
A conferma dell’indole violenta del 41enne, amante delle arti marziali e delle armi, ci sono anche altre aggressioni, tra cui un altro condomino, a cui ha rotto il setto nasale, una collega di lavoro ed uno straniero a suo dire responsabile di un furto.
Per quanto riguarda l’arma del delitto di ieri – un tirapugni munito di lama rinvenuto in un cassonetto del centro di Pescara ancora sporco di sangue – la Polizia scientifica si occuperà de eseguire gli accertamenti e di comparare il Dna.
Accertamenti verranno condotti anche sull’auto usata dal 41enne per fuggire.
Tracce di sangue sono state trovate sulle scarpe di Grieco.





