L’AQUILA – “Una società basata sull’etica cresce di più e meglio”.
Lo ha affermato il sociologo e sondaggista Renato Mannheimer nel corso dell’incontro “Il valore dell’etica. La riscoperta della morale come leva per un nuovo sviluppo” tenuto presso il Centro Aurum di Pescara nell’ambito della prima edizione dell’Oscar Pomilio Forum.
Una giornata di studi e riflessioni tra economia, giustizia e comunicazione, voluta e organizzata dalla Pomilio Blumm in ricordo di Oscar Pomilio, fondatore dell’agenzia e protagonista di primo piano dello sviluppo dell’imprenditoria creativa in Abruzzo.
A ricevere il riconoscimento è stato Nils Ole Oermann, consulente del ministro dell’Interno tedesco Wolfgang Schäuble del governo di Angela Merkel e direttore del programma su “Religione, politiche ed economia” alla Humboldt University di Berlino.
Mannheimer ha aperto i lavori con un intervento sul rapporto tra gli italiani e il concetto di etica, sia nel mondo delle professioni che nel rapporto con le istituzioni.
“Oggi – ha detto in avvio – i comportamenti non etici cominciano a essere condannati rispetto a qualche anno fa, ma è ancora troppo poco perché certi princìpi andrebbero insegnati a scuola: etica, morale e senso civico, tutte problematiche la cui percezione è peggiorata da quando è stata tolta l’educazione civica dalle materie di studio”.
Secondo il sociologo, “l’etica è una tematica riproposta in maniera violenta alla luce delle tante inchieste giudiziarie. Viene vista con favore l’intraprendenza imprenditoriale – ha affermato – purché senza scorciatoie non etiche. C’è molta fiducia nei giudici, nei magistrati, nei notai e nei medici, molto meno nei manager, dai quali emergono luci e ombre. Non c’è un livello alto di fiducia nei giornalisti, l’idea è che non ci si possa fidare completamente”.
“Fiducia massima – ha proseguito Mannheimer, snocciolando i dati – c’è nel capo dello Stato, Giorgio Napolitano, oltre l’80 per cento, che ‘duella’ per la prima posizione con le forze dell’ordine, carabinieri, polizia, finanza ma anche vigili del fuoco. Sorprendentemente terzo viene il presidente del Consiglio, Mario Monti, con oltre il 60 per centro, una fiducia elevata dopo i minimi storici toccati con Silvio Berlusconi”.
“Solo il 50 per cento degli italiani – ha aggiunto ancora l’analista – ha fiducia nell’Unione europea, e questo è un dato minimo, peggiorato nell’ultimo anno, prima era il 70 per cento. La Ue viene vista come un’istituzione che propina rigide imposizioni. Tra le istituzioni che in assoluto che ricevono meno fiducia ci sono i partiti, al 4 per cento, proprio perché non hanno un comportamento etico (la platea ha applaudito questo passaggio, ndr), ma speriamo che le cose cambino”.
Secondo le statistiche, “grande fiducia anche nei confronti del governo, sul senso dello Stato invece bisogna migliorare perché siamo assolutamente sotto la Francia. In riferimento agli amministratori pubblici – ha sostenuto poi – gli italiani dicono che sono bravissimi ma sono ancora troppi quelli che interpretano il ruolo in maniera politica”.
“Ringrazio gli organizzatori di questo convegno che è stato un momento per rinnovare l’impegno etico, sia laico che religioso”, ha concluso Mannheimer. (b.s.)





