PESCARA – Dopo l’invito rivolto qualche mese fa, oggi, in conferenza stampa, il gruppo del Pd del Comune di Pescara ha chiesto senza mezzi termini le dimissioni del commissario per il dragaggio del porto e presidente della Provincia, Guerino Testa.
Per il consigliere comunale del Pd Enzo Del Vecchio “tre anni di immobilismo in termini di dragaggio hanno di fatto prodotto la completa inagibilità del porto di Pescara. Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Come viene confermato dai rilievi batimetrici eseguiti dall’Arta, l’ultimo risalente al 12 febbraio scorso, si evidenzia un progressivo ed inarrestabile insabbiamento della struttura portuale che rende, di fatto, praticamente inutile, qualora venisse sbloccato il cantiere posto sotto sequestro, l’opera di dragaggio avviata dal commissario Testa”.
“Ogni mese che passa – ha sostenuto – le imboccature del porto si restringono dai dieci ai quindici metri. C’è, quindi, la necessità di una assunzione di responsaabilità vera, che non può venire dai soggetti istituzionali oggi in campo, in quanto hanno mostrato tutta la loro inettitudine ed incapacità di risolvere il problema”.
“Anche prevedendo un chiarimento da parte dell’Ispra sulla bontà delle analisi fatte dall’Arta e – ha aggiunto – la decisione da parte della magistratura aquilana di sbloccare il cantiere, non possiamo non registrare il totale fallimento dell’opera commissariale e della totale assenza del Comune di Pescara e della Regione. Le dimissioni di Testa avrebbero potuto già da tempo scuotere ed accelerare ciò che molto probabilmente accadrà solo nelle prossime ore”.
Per il consigliere del Pd la Regione deve assumersi la responsabilità di individuare risorse certe ed ingenti, “non per la diga foranea, ma per dragare la darsena commerciale e l’intero porto canale. Ci sono delle profondità che ormai non consentono alle barche di media grandezza di poter entrare senza produrre danni”.
“Gli operatori sono esasusti – ha proseguito – e qualcuno ha già dismesso l’attività perché il porto non piu’ accogliere le imbarcazioni. Anche il lavoro del pilota del porto è terminato. Tutta questa situazione dimostra che al porto di Pescara ci possono venire solo i moschoni. Poi ci sono i danni al turismo, all’economia diretta ed indiretta, che la città di Pescara sconterà per lungo tempo”.
All’incontro con la stampa ha partecipato anche un esponente della marineria Gianni Papponetti: “siamo ormai al collasso”, ha detto. “Non c’è possibilità tecnica e temporale di risolvere il problema prima di due o tre anni”, ha concluso Papponeti.






