PESCARA – Il ministro alle Infrastrutture e trasporti, Graziano Delrio, e il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, sono stati contestati oggi pomeriggio, a Pescara, da una delegazione dello Spi Cgil, il sindacato dei pensionati.
Con bandiere rosse e striscioni i pensionati hanno fischiato contro ministro e governatore, urlando “vergogna”.
Delrio e D’Alfonso hanno tirato dritto, uscendo dal Comune, in piazza Italia, per raggiungere la vicina piazza Sant’Andrea, spostandosi da una manifestazione all’altra, ma i pensionati li hanno seguiti, muniti di megafono, continuando a urlare i motivi del malcontento.
“Avete affamato l’Abruzzo” e “impoverito le zone interne, che sono state spogliate di posti di lavoro e sanità” con riferimento, ad esempio, all’ospedale di Penne e al punto nascite di Sulmona.
E poi la richiesta che gli abruzzesi siano “uguali ai toscani”.
Al Teatro “Sant’Andrea” Delrio ha presentato il suo libro “Cambiando l’Italia: rinnovare la politica, ritrovare la fiducia”.
Non è la prima volta che D’Alfonso viene contestato nella sua regione.
A Sulmona (L’Aquila), lo scorso 11 aprile il governatore era stato duramente contestato, e costretto ad andare via, dalla folla inferocita, in protesta per la chiusura del punto nascita dell’ospedale cittadino.
D’ALFONSO, ”INVESTIMENTI SU VIABILITA’ PER GENERARE SICUREZZA”
“Occorre fare in modo che gli investimenti sull’autostrada A14 generino sicurezza. Dobbiamo ricominciare a far parlare le statistiche.
Ricordiamo che trent’anni fa gli investimenti sulla viabilità si facevano sulla base del numero di incidenti stradali”, le parole del governatore abruzzese nel corso del convegno “Le strutture che ci sono, le infrastrutture che ci servono”.





