PESCARA – “Occorre fare chiarezza sui sistemi di pesca che rischiano di svuotare di risorse i nostri mari e che creano tensioni tra le imbarcazioni in Adriatico, come sta accadendo soprattutto in Abruzzo”.

Questo l’appello di impresa pesca Coldiretti al Ministero dinanzi al crescere dell’agitazione tra le marinerie e, in particolare, tra gli operatori della pesca a strascico.

Un problema che va ad aggravare una situazione già resa difficile dalla diminuzione delle risorse pescate, a cui si abbinano i prezzi non remunerativi del pescato causa forti importazioni e impennata del prezzo del gasolio, come spiegato dal presidente di impresa pesca Coldiretti Tonino Giardini. “Da alcuni anni un certo numero di imbarcazioni – ha dichiarato – del centro-nord adriatico abilitate all’utilizzo del sistema tradizionale a strascico, hanno modificato la loro attrezzatura da pesca passando a nuovo sistema di trazione munite di pesanti catene”.

“L’utilizzo di queste nuove tipologie di reti abbinato alle catene, più o meno consentite dalla attuale normativa – ha continuato – sta mettendo a rischio tutto il settore e con esso anche il futuro delle risorse ittiche che in questi ultimi due anni sono in forte sofferenza, soprattutto per quanto riguarda le principali specie oggetto della pesca a strascico”.

Una situazione di cui molti operatori si sono resi conto, dopo aver constatato che in alcune zone dove è maggiore la pratica di questo sistema di pesca si è verificato un vero e proprio stravolgimento dell’habitat marino con il conseguente depauperamento, vista anche la scarsa selettività nelle catture.

Diversi imprenditori hanno deciso di ritornare a praticare la pesca con gli attrezzi tradizionali, a rete unica e senza l’utilizzo di catene, mentre altri continuano con l’utilizzo delle doppie reti.

Da questo la richiesta di impresa pesca Coldiretti al Ministero di fare chiarezza sull’utilizzo dei sistemi di pesca più impattanti al fine di salvaguardare i fondali marini, le risorse ittiche e il futuro della pesca nell’Adriatico.

Impresa pesca auspica anche che gli operatori, armatori e marinai, prendano coscienza della situazione di crisi e delle cause che l’hanno determinata, assumendo un atteggiamento costruttivo per superare le varie tensioni.