PESCARA – “Negli ultimi due anni la situazione dell’occupazione nella provincia di Pescara è drammatica e le previsioni per i prossimi sei mesi sono peggiori”.
A lanciare l’allarme è il segretario provinciale della Cgil di Pescara, Paolo Castellucci, che stamani, nel corso di una conferenza stampa, ha fornito i dati sull’andamento dell’occupazione.
“I dati dei Centri per l’impiego relativo agli ultimi due anni – ha proseguito Castellucci – delineano un quadro molto preoccupante: il numero degli iscritti è salito a quasi 10 mila unità. Il 10 per cento è rappresentato da cittadini extracomunitari”.
Il segretario della Cgil ha poi evidenziato il fenomeno dell’aumento dell’iscrizione di persone ultracinquantenni: nel biennio 2009-2011 si registra un aumento di 3.300 iscritti.
“Stiamo parlando – ha sottolineato – di persone che non hanno possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali e della pensione. Questo vuol dire che stiamo entrando nella fase della crisi in cui gli espulsi dal mondo del lavoro che non hanno l’opportunità di essere ricollocati, entrano direttamente nella fascia di povertà”.
Castellucci ha fatto notare che le donne sono le più colpite dalla crisi e che la disocuppazione giovanile è molto elevata.
Tra i dati rilevanti anche quelli dell’ultimo trimestre relativi al rapporto tra avviati al lavoro e licenziati: “il numero delle persone licenziate è maggiore di 2.115 unità. Questo vuol dire che la crisi sta continuando a premere e a dare problemi”.
Sul fronte delle imprese l’andamento dell’occupazione, stando ai dati del Centro regionale di studi e ricerche delle Camere di commercio d’Abruzzo, risulta peggiore nel pescarese con un dato del 5,6 per cento di persone occupate in meno “per i prossimi sei mesi – ha aggiunto Castellucci – si prevede un ulteriore decremento del 10 per cento. La tendenza alla diminuzione è prevista anche nel settore degli ordinativi interni ed esteri”.






