PESCARA – “Chi indossa la divisa lo fa per servire, non per compiacere o farsi pubblicità. La nostra credibilità si costruisce sul rispetto, non sui selfie”.
E’ un passaggio di una lettera inviata ad Abruzzoweb da un appartenente alla Polizia Locale, in riferimento alla giornata della soubrette e cantante Elettra Lamborghini, ospite speciale della Notte dei Serpenti di Pescara, che ha pubblicato varie storie Instagram tra cui una in cui indossa il cappello d’ordinanza della Polizia locale e scherza con due agenti mentre si trova in macchina.
Il deputato Francesco Emilio Borrelli di Avs ha pubblicato su Facebook il video segnalato da un utente e promette una interrogazione parlamentare.
LA LETTERA
La divisa non è uno show. Chi la indossa deve onorarla, non banalizzarla.
Scrivo questa lettera in forma anonima, da appartenente alla Polizia Locale, per denunciare un episodio che ha profondamente ferito il senso di appartenenza e dignità di chi ogni giorno indossa la divisa con rispetto.
Durante un evento pubblico, la cantante Elettra Lamborghini ha fatto riprese mentre, all’interno del veicolo di servizio della Polizia Locale di Pescara, alla presenza di due Ufficiali, un Tenente Colonnello e un Maggiore, indossava – per gioco – i due cappelli d’ordinanza della Polizia Locale, consegnati proprio dalle mani del Tenente Colonnello.
Il video è circolato ovunque sui social, e addirittura è stato postato dalla stessa Elettra Lamborghini, seguita da milioni di follower, sui propri canali social, trasformando un simbolo istituzionale in un semplice accessorio da spettacolo.
Per chi non vive la divisa, può sembrare una “leggerezza”. Ma per chi la serve ogni giorno con serietà, questo è un atto gravemente lesivo dell’immagine della Polizia Locale, dei suoi valori e della sua credibilità agli occhi della cittadinanza.
E non si tratta solo di un’opinione morale. Sono le norme stesse a vietarlo, a partire dal Decreto Legislativo n. 165 del 2001 – Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche – che impone ai dipendenti pubblici di tenere un comportamento consono al decoro, alla dignità e alla neutralità delle funzioni esercitate.
A livello locale, il Regolamento della Polizia Locale di Pescara, all’Art. 41, dispone chiaramente che:
“Gli appartenenti al Corpo devono astenersi da comportamenti o atteggiamenti che risultino di nocumento all’immagine del Corpo e di pregiudizio per la stessa Amministrazione Comunale.”
Il CCNL – Funzioni Locali, all’Art. 71, stabilisce inoltre che il dipendente:
“Non deve valersi di quanto è di proprietà dell’Amministrazione per ragioni che non siano di servizio.”
Il Codice di Comportamento della Polizia Locale di Pescara, all’Art. 13, vieta espressamente:
“La diffusione, anche sui social, di foto o video che possano ledere l’immagine dell’amministrazione o suscitare polemiche e strumentalizzazioni.”
“La pubblicazione di immagini con simboli o fregi riconducibili all’Amministrazione o in divisa, se non previa autorizzazione.”
E l’Art. 14 dello stesso codice ribadisce:
“Il dipendente assume un comportamento tale da salvaguardare e promuovere la reputazione e l’immagine del Comune di Pescara.”
Alla luce di tutto ciò, mi unisco pienamente alla posizione del deputato Dott. Francesco Emilio Borrelli, che non conosco e che ha sollevato il caso, che spero arrivi davvero in Parlamento.
Quanto accaduto non solo merita attenzione pubblica, ma impone un richiamo disciplinare nei confronti di chi ha consentito tale abuso.
Perché non può esserci un doppio standard: il rigore che si chiede agli agenti semplici deve valere anche – e soprattutto – per i Comandanti e gli Ufficiali. La legalità non è a geometria variabile.
Chi indossa la divisa lo fa per servire, non per compiacere o farsi pubblicità. La nostra credibilità si costruisce sul rispetto, non sui selfie.





