PESCARA – La proposta di ridurre i compensi dei componenti della Giunta e del consiglio comunale pescaresi avanzata dal consigliere Idv Fausto Di Nisio non ha raccolto molti consensi tra gli amministratori adriatici.
Al momento del voto in aula sono piovute assenze, è proprio il caso di dirlo, a destra e a manca. Fuori dall’aula non mancavano le perplessità. Tra le posizioni più critiche, quella del vice sindaco e assessore alla Mobilità Berardino Fiorilli, intervistato da AbruzzoWeb.
Cosa ne pensa della proposta avanzata da Di Nisio?
Quando se n’è discusso la prima volta l’ho definita populista e demagogica. Sono ancora della stessa opinione.
Si spieghi meglio.
La politica ha un costo e non possiamo negarlo, inoltre gli amministratori impiegano gran parte del loro tempo a occuparsi della gestione della cosa pubblica, molti di loro tralasciano le loro professioni per dedicarsi completamente alla politica. Prendiamo per esempio un avvocato. Dovrà sicuramente trovare qualcuno che lo sostituisca e che faccia il suo lavoro in sua assenza e questo qualcuno dovrà essere pagato. In fin dei conti, gli stipendi di assessori e consiglieri comunali non sono chissà quanto alti, soprattutto se confrontati con quelli dei parlamentari.
Di Nisio ha espresso il timore di non essere stato ben capito. Ha dichiarato a questo giornale che probabilmente non è stato colto il senso della sua proposta, in cui chiedeva agli amministratori di fare un primo passo per contenere le spese in un momento di grave crisi economica.
Penso che le vere spese della politica non siano queste. Lo stipendio degli amministratori comunali rappresenta solo una piccolissima parte del costo della politica e le riduzioni proposte da Di Nisio porterebbero a un risparmio irrisorio. Per risparmiare davvero si dovrebbe andare a tagliare da tutt’altra parte, penso per esempio alle società partecipate, agli incarichi di consulenza, ai dipendenti che non lavorano. Anche sull’utilizzo di questi ipotetici soldi risparmiati bisognerebbe poi vedere come verrebbero spesi.
Per questo il consigliere di minoranza ha proposto una variazione di bilancio esclusiva, chiedendo che i soldi vengano destinati al sociale.
Ve benissimo, ma questo è un aspetto puramente tecnico. Bisogna vedere poi nella pratica cosa succede, soprattutto nel sociale, che è uno dei settori più caotici. Resto comunque del parere che si tratti di cifre minime e che si potrebbero fare ben altre cose con soldi tagliati da altre parti.
Mettendosi nei panni dei cittadini, considerato il generale sentimento di sfiducia nella politica, non pensa che potrebbero vedere in maniera favorevole un’azione del genere da parte dei loro governanti?
Non sono così convinto che questo possa essere un buon esempio. È sacrosanto che il politico abbia la sua giusta remunerazione e che compia il suo lavoro con onestà intellettuale e serietà. È a questo che i cittadini devono guardare.
Non si può negare, però, che gli amministratori godano di benefìci come gli ingressi gratuiti alle manifestazioni sportive o di spettacolo…
Questo è giustissimo. Bisogna eliminare tutti i benefit che non siano funzionali all’esercizio del ruolo che rivestiamo. Parlo degli ingressi omaggio che potrebbero, per esempio, essere concessi alle associazioni, oppure delle auto istituzionali. È giusto che il sindaco o gli amministratori abbiano a disposizione una macchina per compiere i loro spostamenti, ma certamente non è accettabile lo scempio che si può vedere in alcune realtà. Da questo punto di vista dobbiamo riconoscere che Pescara dà sicuramente il buon esempio. (c.s.)





