PESCARA – Sono sei i pullman che partiranno dall’Abruzzo alla volta di Roma, dove domani mattina in piazza Navona si svolgerà la manifestazione nazionale convocata dalle due associazioni più rappresentative del settore, Fiba-Confesercenti e Sib-Confcommercio.
La manifestazione è stata convocata alla luce del grave rischio che corrono le 30 mila aziende del settore, 800 in Abruzzo, a causa della direttiva Bolkestein: le concessioni potrebbero essere messe all’asta disperdendo così la peculiarità del turismo balneare italiano, e polverizzando aziende sane e in grado di garantire livelli occupazionali determinanti per il turismo.
“Dopo di noi potrebbero arrivare i grandi gruppi finanziari – dicono Antonio La Torre e Ciro Gorilla, rispettivamente presidente e coordinatore di Fiba-Confesercenti Abruzzo – e al posto degli stabilimenti abruzzesi che pagano le tasse in questa regione e fungono da front-office del nostro turismo, potrebbero nascere fast food e catene internazionali. Al posto dei ristoranti tipici e del servizio che offrono i balneatori abruzzesi, potrebbero arrivare catene che demotiverebbero la scelta delle nostre coste da parte dei turisti: troverebbero sulla spiaggia abruzzese gli stessi prodotti che trovano nelle grandi città da cui fuggono”.
Per questo, dopo la manifestazione del 28 febbraio che ha richiamato a Pescara balneatori provenienti da Abruzzo, Marche e Molise, domani gli imprenditori del turismo si daranno appuntamento a Roma per una manifestazione nazionale.
“Le nostre imprese possono essere escluse dalla Bolkestein perché rappresentano una tipicità nazionale a tutti gli effetti – aggiungono La Torre e Gorilla – e offrono un servizio pubblico indispensabile come il salvamento a mare. L’Italia ha tanti problemi: uccidere 30 mila aziende sane per fare un favore a poche corporation internazionali vorrebbe dire uccidere l’economia di interi territori”.






