PESCARA – Due persone sono state arrestate dal personale della Squadra Volante di Pescara. Il primo arrestato, finito in manette ieri pomeriggio, sarebbe il responsabile della tentata rapina di ieri mattina ai danni della commessa di un negozio di abbigliamento situato in corso Vittorio Emanuele.
Questa mattina, invece, sempre la Volante, ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip a carico di un pregiudicato locale che sarebbe responsabile di una rapina impropria ai danni di un ristoratore, commessa a marzo.
Maggiori dettagli in conferenza stampa, alle ore 11.30 in Questura.
I DETTAGLI DELL’OPERAZIONE
Il giovane che avrebbe effettuato la rapina nel negozio di abbigliamento Akire di corso Vittorio Emanuele, a Pescara, è Simone Terenzio, 26 anni, pescarese, bloccato dal personale della squadra volante a Rancitelli.
Ha tentato la fuga, ma è stato fermato e arrestato.
In base alla ricostruzione di Alessandro Di Blasio e Stefania Greco, che hanno tenuto la conferenza in questura, poco dopo le nove Terenzio sarebbe entrato nel negozio armato di un coltello a farfalla con il volto coperto da un cappellino e dal cappuccio di una felpa e avrebbe chiesto il denaro alla commessa.
Mentre lui si avvicinava alla cassa la vittima sarebbe rimasta leggermente ferita ad una mano e il malvivente sarebbe fuggito per le urla di due donne, che passavano lì davanti e si sono accorte dell’accaduto.
È stata di grande aiuto la testimonianza di due persone, una delle quali ha riferito il nome di battesimo del rapinatore.
Nella fuga Terenzio ha lasciato all’esterno del negozio cappellino e coltello e ha gettato nell’area di risulta la felpa.
Quando la Polizia lo ha fermato ha ammesso le proprie responsabilità dicendo di avere bisogno di soldi.
In carcere è finito anche Mario Pelaccia, 48 anni, di San Valentino, su disposizione del gip Di Fine e del pm Di Florio, per una rapina da 2.000 euro effettuata il 25 marzo ai danni di un ristoratore di San Donato che ha trovato nel suo locale.
Inizialmente avrebbe detto alla vittima di volersi solo procurare del cibo, avendo fame, ma il ristoratore si è accorto che dal registratore di cassa mancavano i soldi.
Nel frattempo il bandito è fuggito.
È stato identificato anche grazie all’intervento della Polizia scientifica, che ha trovato le impronte della mano sinistra di Pelaccia sotto il registratore di cassa.
L’uomo era già stato denunciato pochi giorni prima per un furto in abitazione effettuato sempre con la picozza.






