L’AQUILA – Non c’è pace per la Perdonanza Celestiniana, che dopo un avvio rapido dei lavori per l’edizione 720 e una stasi iniziale arriva col fiatone alla presentazione del cartellone, che avverrà lunedì prossimo.
Tra le motivazioni delle ristrettezze del budget che hanno costretto a cancellare eventi come il concerto di Pino Daniele e a tenere il programma incerto fino all’ultimo, c’è anche una ristrettezza economica dovuta alla cinghia ristretta da uno dei principali contributori, la Fondazione Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila.
Secondo quanto appreso da AbruzzoWeb, l’ente ha falciato il suo contributo da circa 90 mila euro ad appena 10 mila, una mossa dietro la quale c’è la regia dell’istituto che ha assorbito la Carispaq, la Banca popolare dell’Emilia Romagna (Bper).
Il nuovo corso già da tempo si è attirato la poco lusinghiera fama di aver fatto venire meno l’etichetta di “banca del territorio” che aveva lo storico istituto ora scomparso, e questo taglio alla Perdonanza non contribuirà a rasserenare gli animi, anche se, almeno per questa volta, l’atteggiamento di Modena, se non giustificabile appare quantomeno comprensibile.
Tutto è dovuto, infatti, al vecchio debito da mezzo milione di euro accumulato con la Cassa di risparmio e mai pagato dell’Istituzione Perdonanza, l’ente (dissolto nel 2004) che organizzava la parte profana del Giubileo celestiniano, quando di soldi se ne spendevano tanti, o meglio se ne promettevano visto che il saldo non arrivava mai.
Una belle epoque che ha portato eventi di pregio come i concerti di Zucchero, Biagio Antonacci e lo show di Giorgio Panariello, tutto questo in una sola edizione, roba che la Perdonanza ‘light’ di oggi se lo sogna anche in 5 anni, ma dall’altra parte ha raccolto anche figuracce internazionali, come i premi per la pace da 100 mila dollari ciascuno stanziati e mai pagati.
L’Istituzione era presieduta da Antonio Cicchetti, molti anni dopo divenuto vice commissario per la ricostruzione mentre il direttore ne era Michele Gentile, successivamente coinvolto in guai giudiziari come di recente un altro dei gestori dell’epoca, Pierluigi Tancredi, potente assessore alla Cultura dei primi anni Duemila.
A questa epoca risale il “buffo” da 500 mila euro con la Carispaq, oggetto anche di un decreto ingiuntivo e mai coperto da quella gestione né tantomeno da quelle successive, le ultime di centrodestra e poi le Perdonanze organizzate dal centrosinistra. E ora, nei tempi di spending review, arriva il conto, salatissimo, da pagare in termini di minori entrate.
Il budget complessivo dell’evento a questo punto dovrebbe essere di circa 200 mila euro, a fronte dei 230 mila della scorsa edizione, mentre solo tra qualche giorno il Consiglio regionale sbloccherà un atteso contributo di 80 mila euro con una variazione di bilancio.
Dopo la cancellazione del concerto di Pino Daniele, restano in cartellone le esibizioni della cantante aquilana Simona Molinari, che chiuderà il 29 con un concerto gratuito, e di Fabio Concato e Sergio Caputo.
Solo tra qualche giorno, infine, verrà svelato il mistero della partecipazione o meno della Dama della Bolla e del Giovin Signore al corteo storico del 28 agosto, la cui partecipazione è stata messa in dubbio tra le ulteriori polemiche che hanno spaccato gli organizzatori.
AbruzzoWeb è stato successivamente contattato dall’ufficio stampa della Fondazione Carispaq, che ha specificato come il contributo a essere tagliato sia quello direttamente legato a Bper, da circa 90 mila euro appunto a 10 mila, e non quello della Fondazione, che resta di 20 mila come negli ultimi anni.



