L’AQUILA – “Il Rotaract club L’Aquila smentisce categoricamente quanto scritto da alcuni organi d’informazione, che riportano presunte proteste contro la scelta dell’amministrazione di aver collocato le associazioni alla coda del corteo”. 

È quanto si legge in una nota di smentita del Rotararct, presieduto dal consigliere comunale Leonardo Scimia (Benvenuto Presente), inviata alla redazione di AbruzzoWeb, a seguito della notizia di alcune critiche, che si sono sollevate proprio dall’interno del club. 

“Operiamo in città da quarantacinque anni, sfilare nel corteo storico è sempre stato motivo di orgoglio e di appartenenza, rispettiamo la scelta presa dal comitato Perdonanza motivo per cui non c’è stata ne ci sarà alcuna forma di protesta per questa decisione”, prosegue la precisazione. 

Tuttavia, le modalità relative alla partecipazione delle associazioni alla sfilata, inviate alle stesse in un comunicato del 27 agosto dal Comune dell’Aquila, non sono andate giù a tutti coloro che fanno parte del Rotararct, che hanno fatto notare a questo giornale, nel giorno del Corteo, “il controsenso tra l’invito formale e l’assenza di annuncio dalla voce narrante”. 

Eppure, a meno di 24 ore qualcosa cambia perché “obbligati a smentire, in quanto così come presentata non si presta neanche alla correzione del tiro”.  

Contattato telefonicamente da AbruzzoWeb, Scimia ci tiene a precisare che “il Rotaract club L’Aquila non ha alcuna pretesa di sfilare nel corteo storico, noi siamo un club service di giovani under 30 e il nostro motto è ‘Servire al di sopra di ogni interesse’. Per appartenere al club bisogna rispettare questo principio, altrimenti è lecito riflettere se realmente se ne può far parte”, aggiunge. 

“Sono il presidente del club aquilano e qualsiasi dichiarazione che riguarda il club parte da me, dunque, quanto riportato non corrisponde a nessuno dei comunicati del Rotaract L’Aquila, ma a dichiarazioni di cui il club è lontano per stile e contenuti”, conclude Scimia, distaccandosi da ogni commento di polemica a nome dell’associazione nei confronti della stessa maggioranza di centrodestra di cui fa parte. (a.c.p.)