L’AQUILA – “Abbiamo celebrato edizioni della Perdonanza per quanto potevamo sostenerle sul piano finanziario, ora serve un grande lancio in Italia, sono certo che come uscirà dal commissariamento della sanità la Regione Abruzzo potrà prendersi cura di questo evento”.
Così prima di accendere il Tripode con la Fiaccola del perdono, il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha affidato l’annuale Giubileo aquilano, cominciato stasera per la 722a volta, la decima e ultima del suo doppio mandato, al presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso.
“Accolgo l’impegno di adottare la Perdonanza facendo in modo che negli anni futuri diventi quello che è stato sempre e in più una grande occasione di riflessioni sulle sedi e sulle religioni”, è stata la risposta di D’Alfonso.
Cialente si è anche commosso ricordando l’edizione 2009 dell’evento, svolta in un clima surreale a pochi mesi dal sisma del 6 aprile.
“Ho deciso di chiedere di parlare per primo nella mia decima Perdonanza, è il momento di fare un bilancio”, ha detto il primo cittadino.
“Dieci anni fa c’erano gli scandali e si pensava che questo evento non potesse più risollevarsi. La mia e la vostra vita è divisa tra prima e dopo il terremoto, e così nel 2008 c’era Sonia Gandhi, ma nel 2009 ricordo l’emozione fra le lacrime di partire con la Bolla da solo a piazza Palazzo – ha ricordato il sindaco, commosso – Pian piano è cresciuta, oggi è entrata anche nelle scuole e sta assumendo il ruolo che doveva avere”.
“Oggi raccogliamo soddisfazione perché la città è in festa”, ha concluso Cialente soddisfatto.



