L’AQUILA – “In dermatologia la prevenzione è fondamentale. Asportare in tempo un melanoma significa guarire il paziente. Siamo pertanto molto preoccupati per il rallentamento dei controlli e delle visite a causa dell’emergenza covid-19. Ora che siamo tornati alla quasi normalità l’appello ai cittadini è di farsi visitare al più presto nei nostri ambulatori, che sono assolutamente sicuri grazie ai rigorosi protocolli anti-contagio”.

L’appello nell’intervista streaming di Abruzzoweb arriva da Maria Concetta Fargnoli, 52enne primario di Dermatologia oncologica dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila, docente di dermatologia all’Università del capoluogo d’Abruzzo. Un luminare a livello internazionale, con decine di studi e articoli scientifici all’attivo e di estrema importanza in termini di avanzamento della ricerca sulle patologie della pelle, che sono aumentate del 15,5% dal 1990 al 2018, e risultano altamente impattanti sulla vita dei pazienti: sono infatti l’ottava causa di disabilità e interessano circa 9,7 milioni di persone tra i 15 e i 64 anni. I melanomi hanno interessato, in base ai dati più recenti, circa 350.000 persone  in tutto il mondo con quasi 60.000 decessi.

Fargnoli fa del resto parte dell’Associazione europea di dermatologia e porta anche la sua firma le linee guida europee per la cura di molte tipologie di malattie della pelle. E’ inoltre membro della Commissione linee guida dell’Associazione nazionale dermatologia. Dirige il Centro di ricerca di diagnostica molecolare e terapie avanzate dell’Università dell’Aquila.

Ma soprattutto, come lei stessa tiene a sottolineare, è direttrice di un reparto gioiello  dell’ospedale San Salvatore, quello di dermatologia oncologica, cresciuto negli anni e che oggi si avvale di uno staff di giovani donne, che ogni anno garantiscono 15mila visite ambulatoriali e oltre 400 ricoveri diurni. Con una mobilità attiva, ovvero di pazienti che arrivano da altri territori, del 15% a livello regionale, ed 20% dal resto d’Italia. Dato in controtendenza nel panorama della sanità abruzzese.

Un reparto che non si è fermato nemmeno nel 2020, ad eccezione dei mesi del primo lockdown, ma molti pazienti hanno preferito rimandare le visite e i controlli, per paura di contagiarsi.

Fondamentale dunque per Fargnoli è tornare al più presto alla normalità, che significa visite frequenti e mirate, per anticipare la degenerazione della patologia.

“La dermatologia abbraccia un ampio spettro di patologie – spiega Fargnoli -, dalle dermatiti  e dalle malattie di interesse infiammatorio e autoimmuni alle patologie derma-oncologiche. Tra queste il melanoma è un tumore importante, che deve essere diagnosticato in una fase precoce. Ma non c’è solo il melanoma, si pensi a tutti gli altri tumori di origine epiteliale come il carcinoma, che rappresentano oggi i tumori in assoluto più frequente rispetto a tutti gli altri”.

“I melanomi avevano un importante del tasso di mortalità – conferma Fargnoli -, prima che fossero introdotte le ultimissime terapie, che stanno dando grandi soddisfazioni in termini di cronicizzazione della malattia, è un tumore che in genere, nello stadio avanzato, portava  alla morte del paziente. Al contrario gli epiteliomi sono tumori che difficilmente portano alla morte, ma sono causa di grande morbilità e dunque di un elevatissimo carico di prestazioni a carico del sistema sanitario nazionale”.

Da qui l’importanza decisiva della prevenzione, che ha subito rallentamenti nel 2020 causa covid.

“In dermatologia la prevenzione è fondamentale – spiega Fargnoli -. Asportare in tempo il melanoma significa guarire il paziente. Il rallentamento dell’attività di prevenzione che c’è stata in questi mesi di emergenza covid, soprattutto durante il primo lockdown, è stato legato all’interruzione delle attività, ma anche al timore dei pazienti di frequentare gli ambulatori ospedalieri proprio per timore dell’infezione. Sia a livello nazionale che internazionale stiamo conducendo diversi studi per capire, in raffronto alla incidenza dei melanomi nel 2019,  quali conseguenze determinerà il ritardo diagnostico nel 2020. Molto probabilmente si confermerà l’aumento  di  lesioni in stato molto più avanzato, rispetto a quelle che avremmo potuto diagnosticare”.

Eppure tiene a sottolineare la dottoressa, “noi in realtà non abbiamo interrotto l’attività ambulatoriale. Da ottobre in poi, con la seconda ondata, abbiamo però notato un rallentamento legato al fatto che molti pazienti hanno deciso di rinviare le visite per paura del contagio. Il nostro appello è dunque quello di tornare nei nostri ambulatori, l’ospedale è un posto sicuro, potranno essere visitati in un ambiente al riparo dal rischio di contagio”.

A maggior ragione perché la dermatologia è uno dei fiori all’occhiello del San Salvatore.

“Dal 2014, anno dal quale sono responsabile – conferma il primario – ,  il reparto è cresciuto moltissimo, grazie alla fiducia ed attenzione sia della Asl che dell’Università. Tengo a sottolineare che è un reparto al femminile, con 5 valentissime collaboratrici, composto da persone giovani e motivatissime”.

Entrando nel dettaglio delle prestazioni, Fargnoli sottolinea che “abbiamo ambulatori di allergologia, di psoriasi, facciamo molta terapia antitumorale e attività di prevenzione. Possiamo garantire il servizio di terapia fotodinamica e abbiamo di recente attivato il servizio di microscopia confocale che è una metodica di terzo livello diagnostica che può vantare solo L’Aquila in tutta la regione. Intensa è anche l’attività di ricerca, con tanti trial clinici per nuovi farmaci, dando così un’opportunità a pazienti che normalmente non ne avrebbero. Posso dire, conoscendo il panorama nazionale e internazionale, che non siamo piccolo centro”.

Obiettivo su cui ora si lavora, strettamente connesso all’implementazione della prevenzione, è  il radicamento nel territorio.

“La dermatologia è una una branca della medicina che deve svolgersi ramificandosi sul  territorio, in prossimità dei pazienti e cittadini. L’ospedale deve essere un supporto per quello che il territorio non riesce a fare. Importante anche da questo punto di vista l’aver aperto un ambulatorio di dermatologia anche all’ospedale di Avezzano, che era privo di questo servizio. A breve attiveremo anche un servizio di telemedicina con il presidio sanitario di Castel di Sangro”, spiega Fargnoli.

L’INTERVISTA