L’AQUILA –  “Davanti ai cantieri sull’autostrada A14, avevamo chiesto di concentrare i lavori soprattutto nei fini settimana e durante la notte, avevamo chiesto una riduzione ed anzi un azzeramento della tariffa di pedaggio”.

Questo ha detto durante la seduta del consiglio regionale del 29 dicembre il consigliere regionale del Partito democratico Dino Pepe, ex sindaco di Torano nuovo, il provincia di Teramo, ex assessore regionale all’Agricoltura.

E invece poche ore dopo la società di gestione Autostrade per l’Italia ha disposto, altro che riduzione, un aumento dell’1,5% del pedaggio sull’autostrada che corre parallela alla costa adriatica abruzzese, da anni interessata da cantieri infiniti, che sono l’incubo di pendolari e attività economiche. Aumento che invece non interessa l’autostrada A24-A25.

Provvedimento deciso dall’Autorità di regolazione dei trasporti che provoca ora le ire della Cna, che parla di vera e propria beffa.

A dicembre l’Autorità di regolazione dei trasporti ha però approvato una delibera che a partire da quest’anno introduce un sistema di rimborsi per gli automobilisti che resteranno bloccati in autostrada per la presenza di cantieri o per via del traffico, ad alcune condizioni. La Cna contesta però che “le modalità di applicazione sono complesse e farraginose. Con il rischio concreto di vanificare il tutto”.

Pepe ha ricordato la sua risoluzione, sottoscritta da tutti i consiglieri del Patto per l’Abruzzo, presentata il 16 dicembre, che chiedeva appunto la riduzione o azzeramento dei pedaggi,  spiegando che “i lunghi tempi di percorrenza producono gravi danni alla competitività del sistema economico regionale, colpendo in particolare le oltre 2.100 imprese e i 143.000 mezzi della flotta abruzzese del settore trasporti. I dati parlano chiaro: l’aumento dei costi di esercizio è stimato in circa 130 euro l’ora per ogni camion. Considerando un ritardo medio di tre ore e mezza complessive, un mezzo pesante che percorre il tratto tra Pescara e San Benedetto del Tronto subisce un danno di circa 450 euro al giorno”.

E’ tornato dunque ad incalzare nell’ultima seduta: “la mobilità sulla A14 resta in estrema difficoltà, dopo anni di riduzione a una sola corsia, senza un cronoprogramma pubblico, senza conoscere la data di conclusione del cantiere. Avevamo chiesto a questa giunta regionale di relazionarsi con determinazione con il Governo centrale e in particolar modo con il Ministro competente Matteo Salvini. Noi ovviamente siamo a favore dei lavori di ammodernamento, di manutenzione. E invece ci è stato risposto che il problema era superato, che non dovevamo più pensare alle lunghe file della A14, alle migliaia di automobilisti, di camionisti che quotidianamente soffrono a livello di sicurezza ma soprattutto di ritardi che fanno perdere competitività all’economia abruzzese”.

Allargando lo sguardo, a proposito di mobilità, Pepe ha dunque ricordato che per quanto riguarda  l’alta velocità, “a Giulianova ferma una sola volta il Frecciarossa, a San Benedetto del Tronto, a pochi chilometri da questa regione, ferma sette volte. Sette a San Benedetto del Tronto, una sola volta a Giulianova. E noi in questi anni non abbiamo fatto nulla per avere un colloquio, un’interlocuzione determinante su questi temi. Eppure Giorgia Meloni è stata eletta nella provincia di Teramo e nella provincia dell’Aquila quindi sicuramente potrebbe dare una mano in questo senso”.

In questi anni invece, “siamo riusciti a fare una cosa in questi anni sulla mobilità, a aumentare di oltre il 20 per cento i biglietti della Tua, abbiamo completamente abbandonato il progetto del biglietto unico, anche in provincia di Teramo, mentre a Pescara Chieti si è allargato anche a Montesilvano. In più assistiamo in questi giorni a una serie di corse soppresse della tua, di sub-affidamenti. Addirittura si chiuderà anche il centro operativo di Giulianova”-