AVEZZANO – Nel Popolo della libertà di Avezzano (L’Aquila), dopo l’unanimismo emerso dal congresso di domenica scorsa, terminato con la riconferma del ticket di vertice composto da Massimo Verrecchia (segretario) ed Emilio Iampieri (vice), spuntano già i primi mal di pancia, legati, come preannunciato da AbruzzoWeb, alle questioni delle elezioni amministrative dell’anno prossimo nel capoluogo marsicano. 

Gli assessori comunali Maurizio Bianchini, Lorenzo De Cesare, Vincenzo Gallese e Aureliano Giffi e i consiglieri Alessandro Barbonetti (Forza Avezzano), Alfredo Chiantini (Forza Italia), Innocenzo Ranieri (Democrazia cristiana per le autonomie) e Giacomo Di Domenico (Alleanza nazionale), nessuno dei quali è risultato inserito nel coordinamento provinciale, scrivono una nota polemica che smorza i toni entusiastici.

“Dopo il congresso provinciale del Popolo della libertà di domenica scorsa, momento importante per le scelte democratiche di un partito – scrivono gli amministratori – purtroppo dobbiamo constatare che il metodo con il quale si è arrivati al congresso, che ha visto la formazione di una sola lista, senza dare la possibilità di presentarne una alternativa, non è dei più democratici”.

“Questo desta molte preoccupazioni alla luce delle prossime scadenze elettorali amministrative, poiché – sottolinea la pattuglia di ‘frondisti’ – se venisse utilizzato lo stesso criterio, il neonato Pdl, democraticamente parlando, sarebbe già finito prima di cominciare e inoltre, ci troveremmo di fronte a decisioni non condivise ma piovute dall’alto”.

“Per di più – proseguono – l’elezione del sindaco di Avezzano, Antonello Floris, a membro del comitato provinciale annulla, di fatto, il coordinamento cittadino di cui era coordinatore e quindi priva il partito della sua legittimità decisionale”.

“In sostanza non riusciamo a comprendere – si interrogano – chi sarà alla guida delle future decisioni programmatiche ed elettorali, visto che il coordinamento locale è inesistente”.

“Ci chiediamo, ancora, chi decida la futura coalizione e il futuro progetto per la città. Allora, delle due l’una – concludono – o un’ampia e seria condivisione sui prossimi programmi oppure si arrivi alle primarie aperte”.