PESCARA – A scorrere l’elenco dei nuovi segretari del Popolo della libertà eletti nei congressi di gennaio e febbraio, sono solo quattro le caselle riempite dal nome di una donna: Alessandria, Padova, Reggio Emilia e Pescara.
L’unica “quota rosa” abruzzese è rappresentata da Federica Chiavaroli, approdata già a 38 anni tra i banchi della maggioranza nel Consiglio regionale, eletta nel listino del governatore, Gianni Chiodi.
“Un’altra miracolata”, ha pensato qualcuno, invece la smentita è arrivata pochi mesi dopo, quando si è candidata al Comune di Pescara e ha incassato 555 preferenze, risultando una delle più votate del partito.
Nello scontro dell’assemblea degli iscritti di sabato ha avuto la meglio sul presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, battuto con una percentuale del 65 per cento. Con lei la maggior parte dei “signori delle tessere” del partito: Lorenzo Sospiri, segretario provinciale riconfermato, il presidente della Provincia, Guerino Testa (che per tutta la campagna di adesioni ha lavorato in tandem con la neo coordinatrice), Alfredo Castiglione, vice presidente della Regione, e l’assessore regionale Carlo Masci, quest’ultimo accusato di voler tenere il piede in due scarpe: il Pdl e le liste civiche di cui è leader, Rialzati Abruzzo e Pescara futura.
Nei congressi del Pdl solo quattro donne elette a fronte di una pletora di uomini, il partito da questo punto di vista deve fare passi in avanti?
Sulla parità di accesso alle cariche elettive non è solo il Pdl che è indietro, ma l’intero sistema dei partiti. È un fatto culturale generalizzato nel nostro paese: le donne sono gravate da tutta una serie di responsabilità che rubano tempo alla possibilità di dedicarsi attivamente alla politica. Gli uomini non hanno di questi problemi, così occupano quasi tutti gli spazi disponibili. Come segretario metterò in agenda, tra le tante altre cose che il ruolo richiede, l’obiettivo di creare spazi nel Pdl per le cosiddette “quote rosa”, in questo mi farò aiutare dalle due donne che sono state elette nel direttivo cittadino: Daniela Arcieri Mastromattei e Isabella Del Trecco. D’altra parte questo era anche uno dei punti qualificanti della mia mozione.
Ritiene che anche la Regione Abruzzo debba riprogrammare le politiche di settore?
Sicuramente, però ci sono dei segnali incoraggianti. L’assessore regionale Paolo Gatti, per esempio, sotto la nostra spinta, sta mettendo in campo iniziative importanti per le politiche attive di conciliazione vita-lavoro. C’è ancora tanta strada da fare ma almeno abbiamo cominciato a percorrerla.
Dalle parti dell’Emiciclo c’è chi parla insistentemente di un rimpasto di Giunta, lei è d’accordo?
Si avverte l’esigenza di un cambio di passo, ma non per il fatto Chiodi e la sua Giunta abbiano lavorato male, anzi. Piuttosto perché la politica di rigore e risanamento ci ha fatto soffrire molto, adesso che i conti pubblici sono a posto e i risultati, soprattutto sulla sanità, si cominciano a vedere, è arrivata l’ora di pensare a come trovare le risorse per garantire lo sviluppo del territorio.
Tra i suoi sostenitori più importanti c’è Carlo Masci, qualcuno non ha visto di buon occhio l'”Opa” lanciata sul Pdl con le 3 mila tessere fatte, mentre continua a essere il referente regionale di Rialzati Abruzzo e Pescara futura.
Le liste civiche sono fondamentali per vincere le elezioni, se noi governiamo da molte parti è anche grazie a loro. La scelta di Masci rafforza il Pdl, per questo la apprezzo. Certo: bisogna scrivere delle regole ben precise, e non deve accadere più quello che si è verificato in alcune zone della provincia, dove i candidati del Pdl e di Rialzati Abruzzo si sono trovati contrapposti. Con questo congresso abbiamo fatto chiarezza e la sintesi che ne è uscita fuori non può che farci del bene.
Dalla Regione al Comune di Pescara, dove ci sono almeno due note dolenti. La prima: il sindaco, Luigi Albore Mascia, non ha votato al congresso, e per questo è stato criticato, anche aspramente, dal suo referente nazionale, il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. La seconda: il gruppo degli amministratori locali è arrivato spaccato in due al voto, una parte con lei, un’altra parte consistente con Pagano.
Ho partecipato a questo congresso con lo stesso spirito con il quale il segretario nazionale, Angelino Alfano, li ha voluti: un’occasione per creare momenti di confronto e di crescita, non per contarsi e, poi, vendicarsi. Già da lunedì sono al lavoro per ricomporre le divergenze e far sentire tutti parte integrante del progetto del Pdl pescarese. L’ho detto durante l’assemblea di sabato: i nostri avversari sono dall’altra parte, non tra di noi. Quanto alla decisione di Mascia, tutto sommato lo capisco. Ha buoni rapporti sia con me sia con Pagano e non ha voluto scegliere, senza contare che ha dovuto garantire gli equilibri di Giunta e di Consiglio ed evitare l’inasprimento dei rapporti.
Per lui, alla fine della legislatura, primarie o ricandidatura diretta?
Premesso che ritengo le primarie uno strumento utile, qualora il partito le ritenesse opportune, anche per creare opportunità alle donne, c’è da dire che alla scadenza del mandato amministrativo di Mascia mancano ancora due anni e mezzo e molti progetti sono ancora in cantiere. Se al termine dei cinque anni avrà realizzato i punti qualificanti del suo programma di governo non vedo ostacoli al fatto che sia di nuovo il nostro candidato.





