L’AQUILA -Non vuole gettare ulteriore benzina sul fuoco il candidato alla segreteria provinciale del Pd Americo Di Benedetto, ma la spaccatura c’è stata e con la fase congressuale che inizia domani se ne vedranno le conseguenze.

“La mia candidatura non nasce in contrasto con quella di Mario Mazzetti – spiega Di Benedetto – anzi, ieri ci siamo incontrati proprio per confermare la nostra fiducia nella sua figura per la guida del partito provinciale. A mezzogiorno ci siamo lasciati e non c’era alcun segnale che facesse pensare al famoso ‘ticket’ sui vice segretario aggiunto di cui ha parlato il senatore Luigi Lusi nel comunicato uscito attorno alle 14”.

“Abbiamo cercato di far capire che non era quella la strada giusta ma non c’è stata nessun dietrofront su questo punto ed è per questo che c’è stata la mia candidatura per la segreteria”.

“Nella riunione di giovedì l’accordo c’era sul nome di Mazzetti, che conosco e che reputo un amministratore capace. Poi c’è stato qualcuno che ha voluto aggiungere anche qualcosa in più (il nome di Piacente per vice segretario, ndr). Ci è sembrata una scelta calata dall’alto che non risponde all’esigenza di unità di un partito che deve dare risposte a tutte le componenti territoriali che lo compongono”.

“La coesione di facciata non ha senso senza solide fondamenta. La mia candidatura, invece, rappresenta tutte le anime del territorio provinciale, necessarie per affrontare le sfide che attendono il Pd in un momento politico e storico delicato come quello che stiamo vivendo”. (g.a.)