L’AQUILA – Dopo il Popolo della libertà anche il Partito democratico abruzzese fa i conti con i “tirchioni” non in regola con il versamento delle quote di finanziamento mensile.
Se nel primo caso era stato l’assessore regionale Mauro Febbo a far scoppiare il caso, nella formazione guida del centrosinistra è direttamente il sito ufficiale a smascherare chi ha pagato e chi no, con nomi e cognomi, con la situazione aggiornata al 14 ottobre.
Sono passati al setaccio consiglieri regionali, per loro l’obbligo di girare nelle casse democrat 590 euro ogni 30 giorni, e parlamentari, chiamati a concorrere alla causa con 40 mila euro una tantum al momento della candidatura nel gennaio scorso più 1.000 euro al mese.
L’unico in regola su tutta la linea è il vice presidente dell’Emiciclo, che non ha fatto mai mancare il suo obolo nel corso del 2013.
Un laconico zero, invece, riempie (si fa per dire) le caselle dei suoi colleghi Camillo D’Alessandro, che è pure capogruppo, Giuseppe Di Luca e Marinella Sclocco.
Va decisamente meglio con Giuseppe Di Pangrazio, che ha sganciato 4.500 euro a fronte dei 5.310 dovuti, mentre Claudio Ruffini ha ottemperato solo in occasione della mensilità di settembre.
Sul fronte dei “romani”, il sottosegretario Giovanni Legnini ha sborsato in un’unica tranche i 40 mila richiesti all’atto dell’inserimento in lista in posizione eleggibile a titolo di “finanziamento della campagna elettorale” e fino ad agosto ha riversato con certosina puntualità i 1.000 euro.
Con tutti gli altri “che non hanno versato quanto dovuto è stata concordata una rateizzazione delle somme residue”, spiega il portale dei democrat.
La senatrice aquilana Stefania Pezzopane è ferma ai 24 mila euro del trimestre gennaio-marzo, Franco Marini a 10 mila, ma nel suo caso è comprensibile, vista la cocente delusione dell’esclusione, dopo anni, dai palazzi del potere della Capitale. A Paola Concia, anch’essa rimasta fuori dai giochi, addirittura, sono stati restituiti i 5 mila euro messi all’atto dell’accettazione della candidatura.
Tra gli inquilini di Montecitorio, spicca per taccagneria Tommaso Ginoble (6 mila euro in prima battuta, poi altri 4 mila a fasi alterne). Il “pensatore” di Matteo Renzi catapultato in Abruzzo, l’economista Yoram Gutgeld, è fermo a quota 20 mila (10 mila a gennaio-marzo, 5 mila a luglio, altrettanti a settembre).
La pescarese Vittoria D’Incecco ha versato 10 mila euro subito, 8 mila ad aprile, la metà a maggio e da giugno, con regolarità, paga rate da 1.000 euro. Simile la posizione di Antonio Castricone, il più giovane della pattuglia: 15 mila a inizio 2013, poi 1.000 ogni mese, fatta eccezione per maggio, quando ha pagato 5.120,46 euro.
Il medico vastese Maria Amato, infine, dopo i 5 mila dati sull’unghia, ha un andamento costante a colpi di 4 mila euro (aprile e settembre) e 2 mila (maggio, giugno, luglio e agosto).
Molto più regolare il dato delle erogazioni mensili, fatta eccezione per il solito Ginoble, che da maggio non si fa vivo con il tesoriere di partito, scadenze rispettate per tutti gli altri, con Gutgeld che, addirittura, in un eccesso di zelo ha versato 8 mila euro, 2 mila in più di quanto richiesto, tanto che è coperto fino a novembre.
PARLAMENTARI – CAMPAGNA ELETTORALE
CONSIGLIERI REGIONALI – QUOTE MENSILI
(fonte www.pdabruzzo.com)
LA PRECISAZIONE DEL TESORIERE: ”DATI NON AGGIORNATI”
“Si precisa che i dati correttamente da voi pubblicati in data odierna relativi ai versamenti degli eletti del Partito democratico, alla data del 15 ottobre 2013, non sono stati aggiornati per un disguido tecnico relativo alla pubblicazione sul nostro sito internet”.
Lo scrive il tesoriere regionale del Pd, Emilio Marzetti.
“A oggi, occorre specificare che: Tommaso Ginoble ha versato ulteriori 3.000 euro alla data del 30 ottobre; Camillo D’Alessandro ha versato gli arretrati per un ammontare di 2.400 euro in data 25 ottobre e sta versando regolarmente la quota mensile, e quindi ha regolarizzato la sua posizione rispetto al partito; Di Pangrazio ha regolarizzato tutti i versamenti dovuti per la parte minima mancante, pari a una mensilità, non registrata in precedenza per un mero errore tecnico; Ruffini ha versato 590 euro alla data del 30 ottobre; Marinella Sclocco ha versato 500 euro alla data del 25 ottobre”.





