L’AQUILA – “Il Partito democratico è stato il principale responsabile della distruzione della sanità pubblica anche in Abruzzo, per non parlare dei danni fatti al mondo del lavoro. È il caso, quindi, che taccia. In attesa di sparire del tutto, magari grazie ad Elly Schlein che a punto spero venga eletta segretaria”.
Parole e musica di Marco Rizzo, segretario nazionale del Partito Comunista e tra i fondatori dell’alleanza Italia Sovrana e Popolare, presente anche in Abruzzo, che alle scorse elezioni politiche non è riuscita ad entrare in Parlamento ma che, garantisce lo stesso Rizzo, non verrà “staccata”.
“Leggo delle grandi manovre del Pd pure nella vostra regione. E mi rendo conto che per potersi sedere su una qualche poltrona, accettano di tutto. Sono persone, lo vediamo ora con la ‘new entry’ Elly Schlein, che vanno dove tira il vento, che non hanno passione, né progetti – le parole di Rizzo ad AbruzzoWeb –. Perché ormai è chiaro che in Italia si va avanti col pilota automatico di ‘draghiana’ memoria. Il potere vero, quello delle élites che contano, è fuori dai nostri confini. Ed è inevitabile che per stare al governo a prendere ordini dall’alto, lo ha capito anche la premier Giorgia Meloni, mentre il Pd lo ha sempre saputo perché è da sempre l’agglomerato politico più collegato ai poteri che contano davvero, si fa qualsiasi cosa”.
Intanto, si torna a parlare di sanità pubblica da salvare, dopo decenni di tagli che hanno fatto male anche in Abruzzo.
E chi la vuole salvare? Il Pd, che con il centrosinistra è riuscito a superare, in quanto a danni da neoliberismo, il centrodestra? E come la vuole salvare? Con la sua ‘amica’ Europa del Pnrr per cui la sanità è all’ultimo posto, dopo le differenze di genere? Non scherziamo.
Gli ultimi anni, tra Covid-19 e guerra in Ucraina, si possono cancellare con un colpo di spugna?
Tra mille anni, del Pd, o di Berlusconi, non parlerà nessuno. Di quello che è successo, invece, sì. L’emergenza Covid-19 è servita ad irregimentare il popolo, abbiamo visto un grande esperimento sulla paura per spaccare, dividere il Paese. Con una informazione mainstream a fare da megafono al potere. Poi, il 24 febbraio è calato il sipario sul Covid-19, la stagione invernale è finita ed è iniziata quella primaverile con la guerra in Ucraina. Colazione, pranzo e cena, pima solo Covid-19, poi guerra. Per irregimentare ancora di più la popolazione italiana, anche se sulla guerra in Ucraina qualche problema in più c’è stato. Noi non eravamo attaccati, e quindi è stato un po’ più difficile dimostrare che la distruzione della nostra economia dipendesse da chissà cosa. E sarà ancora più difficile da dimostrare quando sarà finito il gas russo. Si rischierà il tracollo.
Per qualcuno, è arrivata l’ora di essere autosufficienti. Anche utilizzando le trivellazioni in Adriatico abruzzese, per il petrolio.
Le rispondo citando Margherita Sarfatti, nota critica d’arte, fu in buoni rapporti sia con Mussolini, anche non platonici, che con Lenin. Subito dopo l’inizio della Rivoluzione russa, andò a Mosca a perorare la causa della rivoluzione in Italia, ma Lenin le disse che in Italia la rivoluzione non si poteva fare “perché non c’è carbone”. Non ci sono materie prime. Non sei autosufficiente, dunque. Ora, è chiaro che oggi le cose potrebbero essere diverse grazie all’innovazione tecnologica, ma il tema dell’autosufficienza sul territorio italiano c’è, non si schioda. Significa che gas e petrolio dobbiamo prenderli altrove.
Tradotto?
Dobbiamo capire che non ci conviene acquistare a carissimo prezzo quello, pericolosissimo, americano. Possiamo ripristinare rapporti con i Paesi dal Nord Africa alla Russia, ad esempio. È qualcosa per cui ne va del futuro dell’Europa. Perché sono gli Usa che stanno distruggendo l’Europa. Ed è ora di dirlo chiaramente. (red.)






