L’AQUILA – Archiviato il congresso regionale e le primarie che hanno visto trionfatore annunciato Marco Rapino eletto segretario, nel Partito democratico d’Abruzzo si apre ora la battaglia per altre importanti cariche di vertice che rappresentano un trampolino di lancio per future e radiose carriere politiche, per di più in un partito dato dai sondaggi sopra al 35 per cento.
Sabato prossimo 14 marzo all’Aquila, alla sala Ance di viale de Gasperi, sarà convocata per il suo insediamento l’assemblea regionale, e saranno eletti il presidente, il tesoriere e i componenti della commissione di garanzia. Entro aprile dovranno essere nominati i due o più vice segretari, i membri della segreteria, e quelli della direzione regionale.
L’assemblea sarà composta da circa 120 componenti, eletti nelle liste dei quattro candidati delle primarie dei 1° marzo, e la cui composizione rifletterà ovviamente le percentuali prese da ciascuno di essi: 70,8 per cento per Rapino, 15,3 per cento per Alexandra Coppola, 9,7 per cento per Alessandro Marzoli, 4 per cento per Paolo Della Ventura.
A questi si aggiungono di diritto il segretario regionale, il presidente della Giunta regionale, Luciano D’Alfonso, il capogruppo in consiglio regionale, Sandro Mariani, i consiglieri e assessori regionali.
L’assemblea sarà presieduta dalla presidente uscente, Manola Di Pasquale, consigliere comunale di Teramo, e per la sua successione il nome dovrebbe essere quello della Coppola, salvo sorprese.
Una mossa fair play dei congressi del Pd, vuole infatti che questa carica, seppure eletta a maggioranza dai componenti dell’assemblea, sia attribuita con un accordo preventivo, al candidato della minoranza che ha preso più voti alle primarie.
Questo infatti è avvenuto in altre regioni, e anche a livello nazionale, dove l’ora premeir Matteo Renzi, eletto segretario nazionale del partito nelle primarie del dicembre 2013 con il 67,5 per cento, ha indicato come presidente nazionale il suo competitor Gianni Cuperlo, espressione della minoranza, che si era fermato al 18,2 per cento. Cuperlo poi si è dimesso, ma la presidenza è passata a Matteo Orfini, anche lui espressione della minoranza interna al partito, quella dei cosiddetti “giovani turchi”.
Una regola non scritta, quindi, potrebbe portare Coppola alla presidenza, ma altrettanto non scritta è la tentazione d di fare l’asso piglia tutto, da parte di un vincitore di un congresso.
Entro aprile, poi, il segretario Rapino avrà la facoltà di nominare i suoi vice segretari e i componenti dell’esecutivo politico che oggi sono 18, ciascuno responsabile di un determinata area e tematica.
Anche qui una consuetudine vuole che i vice, che sono di norma due, ma possono essere anche di più con una deroga, siano scelti con un occhio alla rappresentanza di territori.
E allora i nomi più accreditati sono quelli della teramana Di Pasquale, presidente uscente e che è stata a capo della Commissione di garanzia del congresso, di Stefano Albano, segretario cittadino del Pd dell’Aquila, che però alla vigilia del voto ha smentito più volte questa ipotesi, e ancora Antonio Del Casale, 24enne consigliere comunale e segretario cittadino del Pd di Vasto (Chieti). L’area di Chieti e Pescara è già coperta da Rapino e c’è da scommetterci dai tanti che saranno chiamati a comporre la segreteria.
Entro aprile dovrà infine insediarsi la direzione regionale, composta da 50 componenti eletti dall’assemblea, su proposta del segretario regionale e con metodo proporzionale.
Saranno però componenti di diritto della direzione regionale il segretario, il presidente dell’assemblea regionale, il presidente della Giunta regionale, il capogruppo in Consiglio regionale, i vice segretari, il tesoriere, il massimo dirigente dell’organizzazione giovanile, la rappresentante della conferenza regionale delle donne democratiche e i segretari provinciali.





