CHIETI – Da “malati” in una clinica privata in fallimento, a uomini presto “liberi”: alcuni dei pazienti psichiatrici trasferiti dalle strutture del gruppo Villa Pini all’ospedale di Guardiagrele sono in procinto di lasciare la struttura protetta per approdare a una formula di residenzialità assolutamente nuova per molti di loro.
Secondo l’equipe multispecialistica che li ha seguiti in questi mesi, per circa dieci malati può dirsi conclusa una prima fase del lavoro riabilitativo, che potrà proseguire con una formula diversa, ma sempre finalizzata al recupero delle abilità residue e soprattutto dell’identità di “persone”.
Per questo l’Asl Lanciano-Vasto-Chieti si è attivata per cercare due appartamenti, a Guardiagrele: la nuova fase del percorso riabilitativo prevede la collocazione dei pazienti in un contesto abitativo civile e con un minimo di apporto assistenziale, secondo il modello delle comunità alloggio o gruppo appartamento, piccole case protette dove le persone con disturbi mentali possono ricominciare a vivere, una “palestra” che li addestra ad affrontare tutti i problemi quotidiani che la vita reale comporta, un passaggio essenziale per chi porta sulle spalle la storia della psichiatria degli ultimi 30-40 anni.
“Accogliendo questi pazienti la nostra Azienda si è misurata con una sfida – ha detto il direttore generale dell’Asl, Francesco Zavattaro – perché era importante tentare un’azione di recupero, per quanto potesse sembrare all’inizio disperata. Perciò abbiamo messo in campo un progetto chiaro, portato avanti da un personale motivato e capace, che ha portato a miglioramenti straordinari, al punto che oggi per alcuni è arrivato il tempo di riprendersi la vita per intera”.
Zavattaro ha sottolineato un altro aspetto: “L’intera operazione di trasferimento degli ex pazienti di Villa Pini ha rappresentato una straordinaria opportunità per il servizio pubblico, che si è riappropriato della riabilitazione psichiatrica, delegata troppo e troppo a lungo ai privati”.






