L’AQUILA – “Vogliamo lavorare con tranquillità ed essere pagati con la tempistica che la legge prevede. Siamo dovuti scendere in campo per tutelare i nostri diritti perché le nostre associazioni di riferimento, in particolare Cna e Confartigianato, non ci tutelano, non rappresentando le nostre problematiche, che sono quelle di non ricevere i pagamenti dalle imprese più grandi, nonostante queste ultime abbiano incassato i soldi dai Comuni per i nostri lavori”.

Nino Bruno, presidente della Libera cooperativa di garanzia della provincia dell’aquila, esce allo scoperto per denunciare il fenomeno “delle false certificazioni sul pagamento dei lavori dei subappaltatori presentate da imprese che si aggiudicano le milionarie commesse nella ricostruzione privata, al fine di incassare gli stati di avanzamento lavori (Sal, ndr) dai comuni del ‘cratere’”.

Nominato da poco nell’associazione di espressione della Confartigianato, il piccolo imprenditore è stato indicato da decine di colleghi, secondo i denuncianti addirittura 150, come portavoce delle loro istanze, anticipate per la prima volta da un articolo di AbruzzoWeb che ha fatto discutere.

Questo dopo che molti artigiani, tra cui elettricisti, idraulici, piastrellisti e pittori, sono finiti in serie difficoltà economiche in molti casi per i gravi ritardi da parte delle imprese che si sono aggiudicate le commesse nel saldare le spettanze relative a lavori per i quali i Comuni hanno già pagato i Sal.

“Per fortuna, personalmente non sono vittima di questo fenomeno, ma ho deciso di rappresentare la protesta a nome dei colleghi perché mi hanno messo a conoscenza di fatti incresciosi che li riguardano e che, ovviamente, creano non pochi problemi”, spiega Bruno.

La mobilitazione coinvolgerebbe oltre 150 artigiani. Nell’incontro con Bruno e alcuni suoi colleghi il dato viene confermato anche se, nello stesso tempo, emerge il timore nel mettere la faccia in questa denuncia per non correre il rischio di perdere lavoro e per non rimanere stritolati in una situazione più grande di loro.

Ma il presidente della Libera cooperativa di garanzia non si perde d’animo e sottolinea che i subappaltatori in mobilitazione sono diverse decine, “nella stragrande maggioranza – chiarisce – iscritti alla Confartigianato e Cna, pochissimi alla cassa edile dell’Ance”.

“Quando nelle scorse settimane ci siamo incontrati per la prima volta, all’hotel canadian eravamo una ottantina e avevamo convocato solo impiantisti elettrici e idraulici e un gruppo di sub fornitori che a loro volta attendono i pagamenti – prosegue Bruno – Il malcontento si sta allargando, quindi non è peregrino ipotizzare che siamo oltre 150”.

Per difendere i loro diritti, hanno attivato una raccolta di firme. Finora, i denuncianti hanno scritto una lettera al Comune dell’Aquila, a tale proposito sono stati ricevuti dai tre consiglieri del centrodestra Guido Liris (Forza Italia), Alessandro Piccinini (Nuovo centro destra) e Raffaele Daniele (Unione di centro).

Attendono una risposta dai tre, un primo passo già c’è stato con una mozione che verrà presentata in Consiglio comunale, sottoscritta anche da Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila), seguiranno altre iniziative.

“Ci aspettiamo risposte dai tre consiglieri incontrati e altri interventi, vediamo se le cose cambieranno, altrimenti non ci rimane altro che rivolgerci alla procura della Repubblica”, spiega ancora il piccolo imprenditore.

Polemica la conclusione di Bruno, che sottolinea ancora che il problema si è creato perché “le associazioni di categoria hanno latitato oggi e soprattutto nel momento in cui si sono scritte le regole”.

Sulla vicenda disvelata da questo giornale sono insorti anche il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, esponenti delle associazioni di categoria come Massimiliano Mari Fiamma (Apindustria) e dei sindacati come Umberto Trasatti (Cgil).

Tutti costoro hanno confermato il problema sollevato dall’inchiesta giornalistica di questa testate mentre come voce fuori dal coro c’è stato lo scetticismo del presidente provinciale dell’Associazione costruttori (Ance) Gianni Frattale che ha parlato di allarmismi da suffragare anche se le affermazioni di Nino Bruno appaiono una chiara testimonianza.

Cialente ha anche annunciato l’invio della documentazione alla procura della Repubblica per l’apertura di un’inchiesta così come minacciano di fare alcune delle ditte coinvolte. (b.s.)