L’AQUILA – “La priorità è abbattere il muro del silenzio, promuovere la cultura del rispetto, altrimenti le riforme servono a poco. Vanno bene le panchine rosse e le iniziative il 25 novembre, ma ancora più fondamentale è la solidarietà tra donne. Non possiamo parlare di solidarietà soltanto colpendo l’altro sesso. Quando le donne apprezzano il lavoro e la professionalità di altre donne siamo non uno, ma 10 passi avanti, il vero problema a volte è proprio nello stesso genere”.
Così, in un’intervista ad AbruzzoWeb, Rosa Pestilli, nei giorni scorsi eletta all’unanimità presidente della Commissione Pari Opportunità del Consiglio regionale.
Pestilli, dirigente regionale, esponente di Fratelli d’Italia, originaria di Celano e residente ad Avezzano, già vicepresidente della Commissione nella precedente legislatura, giurista, economista, project manager e valutatore e certificazione delle competenze, si dice “onorata di essere stata eletta presidente e per questo vorrei ringraziare la precedente Cpo per l’attività che abbiamo svolto insieme in questi anni, consapevole che insieme alla nuova sicuramente faremo un ottimo lavoro, su tutto il territorio regionale e non solo. Essere alla guida della commissione sicuramente è un traguardo importante, ma lo è ancor di più il fatto di essere stata riconfermata componente dopo l’esperienza da vicepresidente nella precedente legislatura”.
“La Commissione Pari Opportunità – spiega – è un organo consultivo permanente del Consiglio regionale, autonomo e indipendente. Formato da 12 componenti più la consigliera di Parità e le consigliere regionali. È un Organo di forte garanzia che si occupa non solo della prevenzione di quella che è la violenza di genere ma di tutte le forme di non discriminazione, lavora su tematiche trasversali come il principio di pari opportunità, il lavoro, le disabilità, i minori e tutto ciò che in ambito di discriminazioni rientra nella nostra società civile”.
Tra gli obiettivi principali: “Quello di costituire le sottocommissioni per conferire maggiore autonomia a questo organismo – aggiunge – affinché possa essere più dinamico, rappresentare tutti per arrivare a una società più unità e coesa, fondata su un principio di equità in tutti i settori”.
Tra le sottocommissioni proposte, “quella del lavoro, della formazione, delle professioni, dove le donne fanno ancora molta fatica ad affermarsi soprattutto nei ruoli apicali della società”.
“Nella mia vita professionale ho avuto fortuna e possibilità di approfondire il fenomeno, e non solo da un punto di vista giuridico, partendo anche dall’ultima riforma del 2019 del ‘Codice rosso’ fino a quella, con il Governo guidato da Giorgia Meloni, che ha portato ad un inasprimento delle pene sulla violenza di genere. La prima causa della violenza di genere è legata all’indipendenza delle donne, per questo occorre abbattere il muro del silenzio”.
“Per questo, in virtù del mio ruolo di presidente cercherò di stringere alleanze costruttive sul territorio perché è fondamentale lavorare insieme se vogliamo affermare la parità di genere nel lavoro e sostenere l’occupazione delle donne e di tutti coloro che sono affetti da disabilità. Un’attenzione particolare voglio rivolgerla ai giovani e ai soggetti più vulnerabili. È doveroso impegnarsi per abbattere gli stereotipi di genere ancora esistenti e per costruire una nuova cultura che sia veramente inclusiva e contro ogni forma di discriminazione. Auspico che insieme si possa indirizzare l’economia dei nostri territori ad essere più giusta, a scoprire tutti i talenti, a spingere il lavoro, a liberare le potenzialità femminili oggi intrappolate nella conciliazione vita-lavoro e che, magari, porti in sé un’idea più ampia di equità, non solo tra donne e uomini”.
“Un sentito ringraziamento a tutte le donne e uomini della Commissione Pari Opportunità, le consigliere regionali presenti e tutti i componenti esterni, consigliere e consiglieri regionali dello stesso Consiglio regionale che hanno mostrato fiducia e che mi hanno sostenuta per la candidatura alla presidenza della Commissione stessa, ma allo stesso tempo, sento la grande responsabilità di contribuire a fare del lavoro della Commissione insediatasi, uno strumento importante di diffusione delle politiche di pari opportunità, in particolare di genere.
Tutto ciò, facendo attenzione al mondo circostante, in rapporto con tutte le organizzazioni di rappresentanza, con il mondo delle professioni, dell’economia e della cultura, della formazione, settori ove la donna non trova la giusta rappresentanza nei luoghi decisionali”, conclude.





