PESCARA – “Mai Sola” è il nome della web app informativa sulla violenza di genere presentata dalla presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Gemma Andreini, alla presenza anche delle rappresentanti delle altre commissioni provinciali e dei rappresentanti delle province di Pescara, Chieti, L’Aquila e Teramo.
“Questo progetto che abbiamo realizzato con pochi fondi, e grazie anche a sponsor privati – ha spiegato la presidente Andreini – vuole essere e allo stesso tempo fornire un servizio utile e immediato on line ai soggetti vittime di violenza e a chi comunque voglia e abbia necessità di avere informazioni sul tema della violenza sulle donne”.
La app, alla quale si può accedere gratuitamente, sarà in italiano e inglese.
“Questa è un’app informativa, ma anche di pronto intervento perché – ha detto ancora la presidente regionale della commissione Pari opportunità – darà la possibilità di cliccare il numero antiviolenza nazionale 1522 e dunque mettersi subito in contatto, in caso di pericolo, con i centri deputati all’intervento, sapendo che poi in caso di estrema necessità è importante rivolgersi alle forze dell’ordine”.
“Questo è un progetto di rete e che riguarda le Commissioni delle quattro province abruzzesi che ci permette di avere una informazione capillare e completa visto che nella Web App ci sono i riferimenti telefonici e gli indirizzi dei centri antiviolenza presenti in Abruzzo, le leggi vigenti in materia e i programmi di accoglienza”.
Nell’ambito del progetto “Mai Sola” è stato firmato un protocollo d’intesa fra la Cpo regionale e le quattro Province abruzzesi che aderiranno al progetto della Commissione Pari Opportunità.
Nel corso della conferenza stampa sono stati diffusi anche i dati Asipress in merito alla violenza sulle donne.
In provincia di Pescara tra gennaio e novembre 2013 sono state 311 le donne che hanno contattato il centro antiviolenza, 50 in provincia di Chieti.
LA MARINELLI: “NON BASTA DIRE ‘FACCIO COSE, VEDO GENTE'”
“Era un tormentone di qualche anno fa, faccio cose, vedo gente. E invece rischia di diventare il ruolino di marcia di un organismo collettivo che per attribuzioni principali, quale strumento consultivo, dovrebbe esprimere pareri sulle leggi regionali, sui progetti e sui programmi realizzati sia dal Consiglio regionale che dalla Giunta della Regione Abruzzo in tema di tutela dei diritti delle donne”.
Con questa considerazione la consigliera di parità regionale, Letizia Marinelli, componente effettivo di diritto della commissione regionale per le Pari opportunità tra uomo e donna, prende posizione sulla questione relativa alla proposta di sottoscrivere un protocollo d’intesa tra commissioni provinciali, Province e commissione regionale per realizzare una web-app sul tema del contrasto alla violenza sulle donne.
Per la Marinelli, “su un argomento così delicato e urgente è necessario sicuramente mettere in campo tutte le risorse necessarie e sufficienti per contrastare e prevenire la violenza sulle donne e sui loro figli minori, vittime e spettatori. Tuttavia – aggiunge – non si può pensare di muovere istituzioni e organismi su una ipotesi di progetto, che peraltro ancora non esiste e sottoscrivere atti d’impegno, prima di aver verificato che ciò sia possibile e soprattutto che chi deve ed è preposto al governo delle istituzioni abbia almeno determinato qualcosa in tal senso”.
“Su di me la commissione regionale per le Pari opportunità si è espressa con un comunicato stampa, nel quale ha sentito il dovere di chiedere le mie dimissioni, per fatti o cose che certo, per quanto mi riguarda, non erano ancora di dominio pubblico e non erano certo di nocumento agli interessi degli abruzzesi. Se questa commissione continuerà a operare senza seguire nemmeno la legge che la istituisce, sarò io invece a chiederne le dimissioni”, conclude, facendo riferimento agli aspetti non penalmente rilevanti sull’inchiesta giudiziaria della procura della Repubblica di Pescara sui rimborsi dei consiglieri regionali che ha fatto emergere la relazione extraconiugale del governatore, Gianni Chiodi, con la stessa Marinelli.





