L’AQUILA  – Un antico pozzo, sugli altipiani del Parco del Sirente Velino, nel comune di Tione degli Abruzzi, a cui la  comunità locale ha un valore storico e affettivo, riempito da un giorno all’altro, per garantire la sicurezza dell’orso marsicano. Con camionate di 300 metri cubi di ghiaia, nell’ambito del progetto Life bear-Smart Corridors, che sta operando in più località delle aree protette abruzzesi. Senza però che nessuno degli abitanti ne sapesse qualcosa, senza concessioni alla partecipazione e condivisione delle scelte, che pure sarebbe nello statuto e nella deontologia dei progetti europei Life.

Per questa ragione, in particolare nella frazione di Goriano Valli, forte è il disappunto e la rabbia. Scrivono gli amministratori della pagina facebook “Conosci o sei di Goriano Valli se”, un po’ la piazza virtuale della comunità, postando foto e video dell’intervento:  “E’ una vergogna, questo è ciò che rimane di un patrimonio pubblico della nostra comunità quale è il pozzo alle ‘Piane u puzz’, all’imbocco del sentiero, in montagna, che porta al Lago di Tempra. Il suo riempimento  è uno sfregio alla memoria dei nostri avi che lo hanno costruito con sudore e lacrime. Si tratta di un fatto di estrema gravità in quanto perpetrato all’insaputa di tutta la popolazione, praticamente di nascosto”.

Ci si chiede poi “chi ha dato gli eventuali permessi”, che evidentemente ci sono stati, essendo l’intervento effettuato in un suolo pubblico e in un’area protetta, e ancora, “non basta la motivazione che fosse pericoloso per gli animali selvatici e da allevamento, perché altrimenti sarebbe bastato mettere in sicurezza il sito senza fare questo disastro. Fra le altre cose i camion che hanno portato tutto il materiale di riempimento, con la loro stazza hanno seriamente danneggiato tratti di asfalto della strada che porta in montagna, chi pagherà per tutto questo?”. E in molti osservano che sarebbe bastata una semplice recinzione per evitare, caso ritenuto comunque improbabile, che un orso o un altro animale selvatico fossero caduti dentro al pozzo, che sta lì da decenni.

Per entrare ancor di più nel merito dell’intervento, e per sentire l’altra campana, basta leggere ciò che è scritto nella pagina facebook del progetto LIFE Bear-Smart Corridors: “Un’altra grande vasca sta per essere messa in sicurezza in Appennino centrale! Grazie a LIFE Bear-Smart Corridors a Tione degli Abruzzi, nel Parco Naturale Regionale Sirente Velino, sono iniziati i lavori in montagna per riempire una vasca in cemento del diametro di 8,7 m e profonda 5,2 m. La soluzione più efficace ideata per annientare questa enorme trappola è quella di riempire il suo volume di 300 metri cubi con materiali inerti riciclati certificati fino a 50 cm dall’orlo. In questo modo la vasca potrà contenere acqua anche in futuro, ma poco profonda. Purtroppo occorrono almeno 20 viaggi di camion per trasportare il materiale, ma alla fine questo manufatto non potrà più causare incidenti né alla fauna né all’uomo”.

E si legge ancora, “la messa in sicurezza di questa vasca rientra tra le azioni di miglioramento dell’habitat dell’orso previste dal progetto (C2). In Appennino centrale si tratta dell’undicesima, determinando il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Tuttavia, dal monitoraggio ne sono state individuate altre che saranno comunque messe in sicurezza”.

Si scopre poi che “la stessa azione si svolge anche in Grecia, dove saranno protetti dieci pozzi”.