PESCARA – Nel biennio 2009-2011 il valore aggiunto del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm), è cresciuto del 6,8 per cento, registrando un’imprenditoria giovanile e femminile in forte crescita e la capacità di attirare grandi flussi turistici.
Il dato emerge dagli studi del Centro regionale di studi e ricerche economico-sociali (Cresa) e del del Centro Studi di Unioncamere.
Cresce l’imprenditoria giovanile con un valore del 12 per cento e quella femminile con un ben 30,8 per cento in agricoltura, nel commercio e nel settore alberghiero: si tratta di valori, in tutti e due i casi, superiori a quelli dei parchi italiani (11,7 per cento e 22,1 per cento), dell’Abruzzo (10 per cento e 23,6 per cento) e dell’Italia (9,6 per cento e 19,8 per cento).
Anche l’imprenditoria straniera è ben presente con un valore del 13,6 per cento. Ma è nel campo del turismo che il Parco non ha rivali: con un 13,3 per cento il parco doppia i valori nazionali (6,2 per cento) e dei parchi italiani (7,4 per cento) per quanto riguarda l’attrattività turistica grazie anche alle sue tante strutture alberghiere ed extralberghiere.
“L’esperienza del Parco D’Abruzzo può essere importante per gli altri parchi – commenta il commissario del Parco, Giuseppe Rossi – I parchi d’Abruzzo, poi, sono ormai una realtà evidente, costruita con grande fatica e che merita la massima considerazione da parte delle istituzioni, degli operatori e dei cittadini. In questo momento difficile per il Paese, sia da un punto morale che sociale ed economico, i parchi possono avere un ruolo determinate, possono dare una mano importante, con proposte alternative, per dare un prorpio positivo contributo nel superamento della crisi”.
I tre parchi nazionali abruzzesi oggi contano una superficie protetta di 5.351 kmq (il 15,6 per cento del totale dei parchi nazionali), con una popolazione di 262.103 abitanti (8,8 per cento di tutti i parchi nazionali) e con un valore aggiunto di 2,9 miliardi di euro (l’8,5 per cento di tutti i parchi nazionali).






