L’AQUILA – Se il suo nome circola sui media dallo scorso mese di agosto un motivo ci deve pur essere, ma sull’ipotesi di ingresso nel governo Berlusconi come sottosegretrario l’onorevole del Popolo della libertà, Paola Pelino (nella foto), continua a trincerarsi dietro un “non so nulla di ufficiale”.
“Le uniche notizie che ho sulla vicenda – spiega – sono quelle che apprendo dai giornali, dalle tv e dai siti Internet”.
Contattata non senza qualche difficoltà, tra rinvii e posticipi di interviste (“Sono sempre a lavoro, tra commissioni e presenze in aula, dovreste saperlo, no? Ci sono anche i dati che lo testimoniano”), la parlamentare sulmonese preferisce mantenere un profilo basso sulla vicenda che la vedrebbe in pole position per un posto nell’esecutivo.
Già nell’agosto scorso, rivelò ad AbruzzoWeb di essere a un passo dal sottosegretariato e di essere in attesa dell’ufficialità della nomina.
Poi è arrivata la crisi con i finiani, lo scontro tutto interno al Parlamento con il presidente della Camera e la questione della fiducia sui cinque punti: tutte vicende che hanno inevitabilmente posticipato l’investitura attesa da un paio di mesi.
Possibile un incontro con il premier in un’occasione pubblica, ma non ufficiale; possibile che anche in quell’occasione si parlerà della famosa nomina, tra l’altro già prevista dallo stesso Silvio Berlusconi.
“Dopo questa prova della fiducia al Governo – sostiene la Pelino – il premier ha voglia di accelerare tempi sulle riforme e i cinque punti di fine legislatura. Credo che un esecutivo ampliato, integrato, sicuramente potrà agevolare l’obiettivo”.
E lei si sente parte di questo progetto?
Non ne so nulla, davvero dico. Le notizie che sento su un mio possibile ingresso nel governo le apprendo dai media. In queste ore si arriverà alla nomina del nuovo ministro per lo Sviluppo economico. Poi si vedrà.
Eppure, oltre l’ipotesi di allargamento, Berlusconi dovrà pensare a riempire i vuoti lasciati dopo le dimissioni dei sottosegretari Nicola Cosentino e Pasquale Viespoli. Ulteriori segnali che lasciano pensare a un suo ingresso.
Non me la sento di dire altro. Se ci fosse questa mia nomina ne sarei soddisfatta, ovvio, per tutto ciò che faccio, per i lavori nelle quattro commissioni, per le presenze in aula, per ciò che faccio per la mia terra.
Ecco, se dovessi entrare a far parte dell’esecutivo, sicuramente le attenzioni sarebbero su tutto il territorio nazionale, ma per l’Abruzzo avrei un occhio ancor più “vigile”, diciamo così. Del resto, in questo momento, c’è bisogno di lavorare e tanto per questa regione”.
Eppure già dal 2008 il premier avrebbe gradito la presenza della Pelino nella squadra di governo.
Le intenzioni attuali, però, le sa solo Berlusconi. Il mio nome è uscito, ma come il mio ne sono usciti tanti, di altri esponenti politici non abruzzesi. Onestamente posso dire di non essere una persona che chiama continuamente per avere questo incarico. Spero di ottenerlo perché ritiene che sono all’altezza.
Durante un incontro pubblico all’Aquila, in occasione del congresso Soroptimist, il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, ha affermato: “hai fatto tantissimo, sia nelle commissioni sia in aula. Hai sostenuto con forza tanti progetti a sostegno delle donne. Vedrai che il tuo impegno sarà ripagato”.
Un gran bel riconoscimento, dopo il quale ho ricevuto decine di sms di congratulazioni. Ma di che cosa, poi? Oltre all’attestato di stima e per il lavoro svolto non c’è nulla. Berlusconi sta facendo le sue valutazioni e sta pensando. Presto ne sapremo tutti di più.
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