L’AQUILA – Procede lentamente il complicato iter per assegnare l’appalto dal valore di 13 milioni di euro per la ricostruzione post-sisma di palazzo Centi all’Aquila, sede della presidenza della Giunta regionale dell’Abruzzo.
La commissione tecnica che entrerà nel merito dei progetti ancora non si è insediata, perché deve essere ultimato il lavoro della commissione amministrativa, che dopo aver passato al vaglio la documentazione delle 30 ditte, di cui 29 ammesse, allegate alla richiesta di partecipazione al bando, sta in questi giorni aprendo uno per uno i possenti scatoloni che contengono la documentazione tecnica depositata dalle ditte, per effettuare una constatazione del materiale presentato, senza entrare nel merito.
Tra le ditte rientrate a pieno titolo in gara c’è anche la Dipe Costruzioni dell’Aquila, ammessa con riserva, in quanto non aveva presentato documentazione completa e regolare.
La ditta ha pagato l’ammenda, e consegnato il materiale mancante, come aveva fatto in precedenza la General costruzioni di Isernia. Unica esclusa resta dunque la Ati costituita da Edilfrair costruzioni generali dell’Aquila, Taddei spa di Roma e Coaf dell’Aquila.
La commissione amministrativa è presieduta da Eliana Marcantonio, dirigente regionale del servizio Gestione e patrimonio immobiliare, composta da Carlo Giovani, dirigente regionale del servizio Prevenzioni rischi protezione civile, e dall’ingegnere Eliseo Amorosi, funzionario del Comune di Tione degli Abruzzi (L’Aquila).
La tempistica per l’apertura del cantiere era stata ipotizzata tra maggio e giugno 2016, ma sarà difficile rispettarla, visto il gran numero di ditte che hanno risposto al bando e la complessità progettuale dell’intervento che oltre al consolidamento sismico prevede anche il restauro e migliorie tecnologiche di un prezioso palazzo tardo Barocco.
Una volta che la commissione amministrativa avrà terminato di catalogare il contenuto degli scatoloni si dovrà insediare la commissione tecnica, valutare e assegnare un punteggio in base alle scelte progettuali, e poi valutare l’offerta economica. Assegnato l’appalto resta l’incognita dei ricorsi, ipotesi probabile in appalti dai grandi importi come quello di Palazzo Centi. (f.t.)



