L’AQUILA – ​”L’accostamento in maniera diretta della vicenda del palazzo transennato nel corso Stretto ai lavori dei sottoservizi, che è tornato ad occupare la cronaca del sisma in questi giorni, è oltre che indimostrato e strumentale, diffamatorio per Asse Centrale Scarl”.

Una reazione rabbiosa quella di Gianni Frattale, ex presidnte Ance e coordinatore generale  della realizzazione del tunnel dei sottoservizi sotto le strade del capoluogo,   che interviene in merito alla clamorosa vicenda del palazzo sul corso, all’angolo di via del Carmine, al civico 135 dell’Aquila. Dopo le verifiche, i tecnici avrebbero riscontrato delle criticità nell’edificio, che è avvolto dai ponteggi, ma altri controlli sarebbero stati programmati prima di adottare il provvedimento di chiusura: secondo i commercianti, come riportato da molti organi di stampa, la struttura avrebbe subìto delle lesioni a seguito dei lavori legati ai sottoservizi, già nel 2016.

Il consorzio,  con la nota di Frattale, ricorda che con la  che esiste sulla vicenda un procedimento giudiziario in corso che “accerterà le effettive cause aldilà delle mere e inverosimili ipotesi di qualche persona interessata”.

“Esistono inoltre, e sono consultabili, – prosegue Frattale –  le chiarissime conclusioni raggiunte dal perito nominato dal Tribunale dell’Aquila in fase di accertamento tecnico preventivo che ha escluso alla radice errori e omissioni nell’esecuzione di quanto progettato dalla stazione appaltante. Così come avvenuto in tutto il corso e in tutte le strade del centro storico interessate dai lavori, senza alcuna conseguenza per le centinaia di edifici adiacenti”.

“Il silenzio correttamente osservato da due anni dall’Asse centrale evidentemente non premia, rispetto alla scorrettezza di chi vorrebbe appigliarsi a pretesti estranei per giustificare un problema che ha evidentemente altre cause che sono in corso di definizione. Per questo, a tutela della propria immagine e della bontà dei lavori eseguiti il consorzio Asse Centrale Scarl si riserva ogni azione nelle naturali sedi giudiziarie nei confronti di chiunque sostenga tesi diverse da quelle che emergono dagli atti giudiziari”, conclude Frattale.