L’AQUILA – “Il nuovo palasport non corre nessun rischio di natura idrogeologica”. Lo assicura ad AbruzzoWeb il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, a margine della cerimonia della posa della prima pietra del nuovo Palazzetto da 5,7 milioni di euro donato dal governo del Giappone, come promesso all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009.
Un gioiello di tecnologia e sicurezza sismica che, però, come evidenziato da questa testata, sorgerà in un’area, vicina a quella del complesso sportivo Centi Colella, dove il fiume Aterno confluisce con il torrente Raio e dove dunque forte è il rischio di esondazione.
Pericolo, garantisce però il sindaco, tenuto in massima considerazione in fase progettuale.
“Non è un caso che il palazzetto sarà soprelevato di qualche metro rispetto al terreno, del resto l’importante in zone potenzialmente pericolose è che si costruisca con i dovuti accorgimenti, cosa che L’Aquila abbiamo imparato bene con il terremoto”.
Del resto ragiona il sindaco, il palazzetto è un problema secondario in tal senso: “L’Aquila ha interi quartieri e due nuclei industriali in aree a rischio alluvionale, e l’unica soluzione sarebbe realizzare finalmente le casse di espansione lungo i fiumi Aterno e Raio nelle località di Pettino, Coppito, San Vittorino, Cansatessa e Sassa”.
Un progetto appaltato dal commissario straordinario Adriano Goio, ma bocciato dal Tribunale superiore della acque pubbliche che, nel settembre 2013, ha accolto il ricorso presentato dal comitato civico “Pro difesa e sviluppo del territorio aquilano” e da altri privati.
“Una decisione che non condivido – torna sull’argomento il sindaco – quella del giudice delle acque, presa senza una consulenza tecnica, e ora il risultato è che ci sono aree della nostra città a rischio e dove monta gente vive da sempre, e importanti aziende del nucleo industriale che portano lavoro e ricchezza, come la Menarini e la Spee, che non hanno potuto investire in nuove attività e ampliare i loro stabilimenti”.



