TERAMO – Carmela “Melania” Rea non trova pace neanche da morta.

Il web è in subbuglio, infatti, per la creazione sulla rete sociale di Facebook di una pagina denominata “Melania Rea: se l’avessi data saresti ancora viva”, che ha già 260 sostenitori, molti dei quali, però, iscritti solo per insultare chi ha creato la pagina.

Disappunto è stato espresso in un esposto ai ministri Maroni e Romani e al presidente dell’Agcom Calabrò, dal giornalista e commissario del Corecom Calabria, Mario Campanella.

A suo dire la creazione del gruppo “è l’ennesima riprova di una distorsione delirante dell’uso di Facebook, che provoca idolatrie assurde di personaggi protagonisti di efferati delitti e che snatura e altera il senso di comunità sociale insito proprio nello strumento dei social network”.

“Io credo che sia doveroso, non solo nella fattispecie – prosegue – difendere la dignità di una giovane donna uccisa e oggetto di uno scherno atroce e palesemente stupido, ma anche pretendere che le giovani generazioni capiscano il significato della morte, la rispettino e si pongano nei suoi confronti con un atteggiamento di partecipazione emotiva”.

“Vi chiedo di agire nell’immediato – conclude Campanella – oscurando il sito e allertando la polizia postale al fine di sanzionare pesantemente l’autore di questo gruppo e i suoi accoliti, dando così un esempio chiaro e incontrovertibile di tutela della dignità di una donna innocente e vittima della follia della violenza”.

LE REAZIONI DEI ”NAVIGATORI”

Reazioni sdegnate vengono postate sulla pagina Facebook che offende la memoria di Melania Rea. Con il linguaggio diretto, e talvolta colorito, classico dei social network molte persone stanno attaccando il creatore (o la creatrice) del gruppo e sicuramente già diverse segnalazioni sono giunte agli amministratori del sito e alla Polizia postale per chiedere di chiudere la pagina.

“Fate schifo a scrivere queste cose, infami figli di canaglia”, si legge. Oppure: “Che tristezza vedere gente che si diverte in questo modo! Chiudete questa pagina schifosa!”. In compenso, però, c’è un altro gruppo chiamato “Ricordiamo Melania Rea”, i ”mi piace” sono oltre 800.

PM: “AL MOMENTO NESSUN INDAGATO”

TERAMO – “Al momento non c’è ancora nessun indagato e per l’inchiesta non ci sono grandi novita’ da registrare”.

Lo ha detto il pm di Ascoli, Ettore Picardi, all’uscita del tribunale dopo l’ennesimo vertice sul caso di Melania Rea presso la procura di Ascoli, che si e’ appena concluso. Sarà il procuratore, Michele Renzo, ha detto Picardi a parlarne con la stampa

LE INDAGINI
 

“DOMANI A TERAMO NUOVI ESAMI SUL CORPO DI MELANIA

TERAMO – Comincerà nella tarda mattinata di domani nella camera mortuaria dell’ospedale di Teramo, dov’è tuttora la salma, il nuovo esame cadaverico di Carmela Melania Rea, la ventinovenne campana scomparsa ad Ascoli Piceno il 18 aprile e ritrovata due giorni dopo uccisa a coltellate nei boschi di Ripe di Civitella (Teramo).

Tra gli obiettivi del nuovo esame, che sarà condotto come l’autopsia dal medico legale Adriano Tagliabracci, il tentativo di circoscrivere l’arco temporale in cui al cadavere sono state inflitte alcune coltellate post mortem.

Tagliabracci dovrebbe recarsi domani mattina presto ad Ascoli Piceno (la Procura ascolana coordina le indagini) per alcune formalità e poi dirigersi verso l’Abruzzo.

Al momento si procede contro ignoti, anche se le indagini sono particolarmente concentrate sul marito della donna Salvatore Parolisi, che ieri e l’altro ieri è stato sentito come testimone in due lunghe audizioni dal pm ascolano Umberto Monti a Castello di Cisterna. 

RITROVATO ANELLO DI FIDANZAMENTO NEL BOSCO

TERAMO – Un anello d’oro con un solitario è stato trovato nel Bosco delle Casermette (Teramo), dove il 20 aprile scorso venne trovato il corpo di Melania Rea, la ventinovenne scomparsa ad Ascoli Piceno e uccisa a coltellate.

Lo ha reso noto Sky Tg24.

Si tratta dell’anello di fidanzamento della donna, scoperto durante il secondo sopralluogo nella pineta del Teramano.

L’anello era a una certa distanza dal corpo: potrebbe essere stato lanciato dalla donna contro il suo aggressore oppure essersi sfilato dal dito durante la colluttazione.

IL PM UMBERTO MONTI TORNA AD ASCOLI

TERAMO – Il sostituto procuratore di Ascoli Umberto Monti è ripartito dalla Campania, dove in queste ultime ore, nella caserma dei carabinieri di Castello di Cisterna, ha ascoltato in due riprese, e per diverse ore, Salvatore Parolisi, il vedovo di Carmela Melania Rea, la giovane donna di Somma Vesuviana uccisa a coltellate in una pineta del Teramano.

Monti era stato accompagnato in questa trasferta campana da due ufficiali del Comando provinciale dei carabinieri di Ascoli.

In giornata, al rientro del magistrato ad Ascoli, è previsto un vertice fra inquirenti e investigatori.

Secondo fonti investigative, che hanno seguito il magistrato nella trasferta napoletana, oggi il caporalmaggiore e istruttore dell’esercito Parolisi, marito di Melania, non verrà interrogato.

L’uomo resta persona offesa e non è indagato per l’omicidio della donna.

Gli inquirenti sembrano credere, dunque, per il momento alla sua versione dei fatti, e al racconto da lui fornito nel primo pomeriggio di lunedì 18 aprile, sulle modalità della scomparsa della moglie dal Pianoro di Colle San Marco.

Anche se tale racconto presenta molte incongruenze e in alcuni aspetti non è stato confermato da testimoni o passanti sul San Marco, nelle ore cruciali della sparizione di Melania.

Comunque sia a Parolisi ieri gli inquirenti avrebbero sequestrato gli abiti e le scarpe che probabilmente indossava il 18 aprile nella zona interessata.

PAROLISI A CASA DEI SUOCERI CON LA PICCOLA VITTORIA

TERAMO – Ha trascorso la mattinata a casa dei suoceri, a Somma Vesuviana, Salvatore Parolisi, il caporal maggiore dell’esercito, vedovo di Melania Rea.

Il militare, ascoltato due volte dagli investigatori nelle ultime 24 ore, oggi si è dedicato alla figlia, la piccola Vittoria, di appena 18 mesi.

Il giovane è uscito dall’abitazione a bordo di un’auto, per rientrarne poco dopo. Intanto dinnanzi alla casa dei genitori della vittima continua l’assedio di operatori televisivi e giornalisti.

L’uccisione della giovane donna resta ancora un giallo e argomento di accesa discussione in tutto il paese. 

PM MONTI ARRIVATO AD ASCOLI PICENO

TERAMO – Il pm Umberto Monti è arrivato poco fa al palazzo di Giustizia di Ascoli Piceno.

A bordo della sua auto ha dribblato giornalisti, telecamere e fotografi che lo attendevano, facendo il giro dell’edificio e parcheggiando prima di essere raggiunto.

Poi è salito negli uffici della Procura, dove a questo punto dovrebbe cominciare un incontro fra gli inquirenti che coordinano le indagini sul brutale omicidi di Carmela Melania Rea.

Monti è rientrato da una trasferta a Somma Vesuviana e a Castello di Cisterna, in Campania, dove ha ascoltato vari testimoni e in due lunghe audizioni-fiume, durante rispettivamente otto e sette ore, il marito della vittima Salvatore Parolisi.

FORSE DOMANI PROCURA POTREBBE ‘LIBERARE’ LA SALMA

TERAMO – Domani la procura di Ascoli Piceno dovrebbe comunicare ai familiari di Melania Rea, la giovane di Somma Vesuviana uccisa il 16 aprile scorso nel bosco di Ripe di Civitella del Tronto, quando sarà liberata la salma per consentire lo svolgimento dei funerali.

È quanto fa filtrare la famiglia di Melania dal composto silenzio nel quale è sempre chiusa.

Nessuno dei parenti si è intrattenuto a parlare con i numerosi giornalisti assiepati sul marciapiede di fronte alla villetta, le cui finestre sono sempre con la serrande abbassate.

Il padre di Melania, Gennaro Rea, maresciallo dell’Aeronautica in pensione, ha fatto sapere ad alcuni cronisti che non intendono rilasciare alcuna dichiarazione, se non alla presenza di fatti nuovi.

L’impressione è che i familiari di Melania credano tuttora nell’innocenza di Salvatore Parolisi, il marito della giovane, che ieri e martedì scorso è stato a lungo interrogato in qualità di teste dal pm di Ascoli Piceno.

Altrimenti non si spiegherebbe il fatto che Salvatore è ancora ospite dei Rea. Il caporal maggiore dell’Esercito si è allontanato dalla villetta a bordo della Renault Scenic nera alle 14.45, ma dovrebbe farvi ritorno tra breve.

Secondo qualche testimone, nell’auto c’era anche la figlia Vittoria di 18 mesi.

SULLA TOMBA VERRA’ INCISA POESIA DEGLI ZII

TERAMO – Sulla tomba di Melania Rea verrà incisa, su una pergamena in marmo, una poesia composta dagli zii materni della vittima.

I versi sono stati consegnati dai familiari alla cronista della trasmissione di RaiUno ‘La vita in diretta’. Si immagina che Melania parli con la figlioletta Vittoria. “

Non puoi vedermi ma io sono la luce con cui tu vedi; non puoi udirmi ma io sono il suono per il quale odi; non puoi conoscermi, ma io sono la verità per la quale tu vivi”: questi i versi composti dagli zii della giovane donna uccisa. Melania Rea sarà sepolta in una cappella di famiglia al cimitero di Somma Vesuviana dove riposa una bisnonna.

PAROLISI RIMANE PERSONA INFORMATA DEI FATTI

TERAMO – Il marito di Melania Rea, Salvatore Parolisi “rimane persona informata sui fatti”.

È quanto affermato dal pm di Ascoli Piceno, Carmine Pirozzoli, al termine del vertice tra gli inquirenti sul caso della donna sparita ad Ascoli e ritrovata uccisa nei boschi del teramano.

Un concetto ribadito anche dal procuratore ascolano Michele Renzo.

Secondo Pirozzoli, il caporal maggiore dell’esercito non dovrebbe essere risentito a breve.

PROCURATORE ASCOLI: ” VICENDA E’ UN VERO ROMPICAPO”

TERAMO – “La vicenda è un vero rompicapo”.

Lo ha detto questa sera, in relazione al caso dell’omicidio di Melania Rea, il procuratore capo della Repubblica di Ascoli Piceno, Michele Renzo. “Salvatore Parolisi resta al momento persona informata sui fatti – ha dichiarato – e noi stiamo continuando a lavorare in tutte le direzioni. Nessuna prospettiva al momento può essere esclusa, anche perché si tratta di una morte violenta”.

E secondo il procuratore di Ascoli, che coordina l’inchiesta sulla morte della giovane madre di Somma Vesuviana trovata uccisa con 32 coltellate nel bosco delle Casermette, nel teramano, anche “l’ipotesi del mostro deve essere vagliata come le altre”.

A breve il marito di Melania, il caporal maggiore dell’esercito Parolisi, non verrà di nuovo ascoltato.

E dalla nuova autopsia sul cadavere della donna, prevista domani mattina all’ospedale di Teramo, gli inquirenti si aspettano contributi importanti, ma “non è che le analisi scientifiche ci possono fornire il nome dell’assassino”, ha precisato Renzo.

per questo il procuratore della Repubblica di Ascoli ritiene che l’inchiesta potrebbe avere ancora tempi lunghi.