L’AQUILA – Come se non bastasse la crisi scatenata dall’emergenza covid in moti settori vitali dell’economia, a peggiorare le cose ci si mette pure la pubblica amministrazione italiana, comuni in testa, che pagano in notevole ritardo i fornitori di beni e servizi. E si scopre, analizzando il report redatto dalla Confartigianato che le amministrazioni abruzzesi sono tra le peggiori pagatrici in Italia, quinto nella non invidiabile classifica con 46 giorni di media, contro il limite che in teoria dovrebbe essere di massimo 30 giorni. Si registra però un piccolo miglioramento rispetto a precedenti monitoraggi in cui il tempo medio era di 49 giorni.
A fare peggio solo il Molise (57 giorni), Calabria (56 giorni), Campania (50 giorni), Umbria (48 giorni).
Sul versante opposto sono più virtuosi i comuni localizzati nella Provincia Autonoma di Bolzano che impiegano 20 giorni per pagare i propri creditori; seguono il Veneto (28 giorni), la Valle d’Aosta e la Liguria (entrambe con 29 giorni).
In generale sono 3.196 Comuni che pagano entro i 30 giorni mentre 1.207 Comuni pagano oltre i 60 giorni.
Duro nel suo commento dei dati il presidente nazionale di Confartigianato, Giorgio Merletti anche alla luce di una sentenza emessa dalla Corte di Giustizia europea con la quale si stabilisce che l’Italia ha violato la direttiva europea sui tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione.
Secondo Merletti, nonostante una diminuzione delle attese per essere pagati dagli Enti pubblici, “troppi imprenditori non possono contare sulla certezza di vedersi saldate le fatture nei 30 giorni stabiliti dalla legge”. E il Presidente di Confartigianato rilancia quella che considera la soluzione al problema: “la compensazione diretta e universale tra i debiti (fiscali e contributivi) e i crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione. La sua applicazione consentirebbe in un anno di estinguere oltre la metà (53,5%) del debito della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, portandoci in linea con l’Europa”.
Per un analisi più di dettaglio della situazione in Abruzzo, in attesa che Confartigianato pubblichi il rapporto completo, Comune per comune si può fare affidamento sui dati aggiornati a marzo, dunque abbastanza recenti.
Da esso emerge che il Comune di Chieti è il terzo in Italia con la peggiore performance con 96,ì giorni in medi .
Il provincia di Chieti il pagamento dei comuni avviene dopo 57 giorni, Solo 22 Comuni, pari al 21,2% del totale, pagano entro il limite di legge di 30 giorni,
In provincia dell’Aquila, il l tempo medio è di 45 giorni e solo il 20,4% degli enti paga entro i termini, Nel Pescarese il tempo medio è di 40 giorni e solo il 13% dei comuni paga entro un mese. Nel Teramano il tempo medio è di 55 giorni e solo il 10,6% degli enti paga entro i 30 giorni.
Tornando all’ultimo report di Confartigianato, l’arretrato nel 2020 sarebbe aumentato di 4 miliardi di euro, portando il totale del debito pregresso verso i fornitori a 58 miliardi.
E anche il peso di questo indebitamento sul Pil sarebbe di nuovo in ascesa. Nel 2020 per la spesa corrente e comprese le anticipazioni, avrebbe raggiunto 3,1 punti di Pil, a fronte del 2,7 per cento del 2019 e del 2,6 per cento del 2018 e 2017.
Dal report emerge anche che il 60,2% dei Comuni, non rispetta il termine dei 30 giorni per pagare le aziende fornitrici di beni e servizi; il 24,1%, soprattutto nel Sud, impiega oltre due mesi per saldare le fatture.
Il limite di legge di 30 giorni viene rispettato da 3.134 Comuni, pari al 39,7% del totale, cui fanno capo 15,4 miliardi di fatture ricevute. Altri 2.849 Comuni, il 36,1% del totale, spiega sempre Confartigianato, pagano tra 31 e 60 giorni; oltre 60 giorni per 1.904 Comuni, il 24,1% del totale.
Il loro numero, a fine 2020, è aumentato rispetto ai 1.440 Comuni con ritardi di pagamento superiori a due mesi rilevati a settembre dello scorso anno.
I peggiori pagatori si concentrano nel Mezzogiorno, dove il 44% delle Amministrazioni comunali paga oltre i 60 giorni.
La classifica provinciale vede la maggiore presenza di Comuni morosi a Reggio Calabria (con il 76% degli enti comunali che paga oltre i 60 giorni); seguono Messina (75,9%), Ragusa (75%), Crotone (74,1%), Vibo Valentia (68%).






