PACENTRO – Corsa degli zingari, edizione numero 566: quasi seicento anni di storia, a Pacentro (L’Aquila) per una tradizione che si ripete senza aver perso nulla del suo fascino e della sua crudezza.
Il 4 settembre 2016 è la data da segnare in calendario, il colle Ardinghi, il torrente Vella, la chiesetta della Madonna di Loreto, la pietra spaccata, i piedi scalzi, sono invece le parole chiave di un evento che fonde sacro e profano, una storia che si perde nel tempo fino a toccare i riti di iniziazione delle popolazioni italiche.
È il capitano di ventura Giacomo Caldora, però, feudatario del castello di Pacentro nel XV secolo, a utilizzare la competizione come prova di coraggio per scegliere i soldati da arruolare nel suo esercito.
Solo i più valorosi, solo i più coraggiosi, solo chi fosse riuscito a scendere per primo dal fianco ripido del colle Ardinghi e guadare il torrente Vella, un dislivello di circa 800 metri da superare scalzi e di corsa, sarebbe entrato di diritto a far parte dei valorosi al soldo del Caldora.
La storia religiosa della tradizione centenaria narra invece della traslazione della Santa Casa da Betlemme fino a Loreto (Ancona), portata in volo dagli angeli.
Durante il tragitto una sosta, qui a Pacentro, nel luogo dove ora sorge la chiesetta della Lauretana, sede dell’omonima confraternita.
La corsa degli zingari, termine che sta proprio ad indicare “colui che è scalzo”, diventa un omaggio alla Vergine Maria che si fermò a riposare prima di proseguire il suo viaggio.
Oggi, la “corsa” è l’identità del paese: Pacentro è la corsa degli zingari e la corsa degli zingari è Pacentro.
Lunghe settimane di preparazione, i concorrenti impegnati a provare la discesa cercando il sentiero meno rovinoso, l’appiglio, la scorciatoia, la strategia per arrivare primi al fiume senza troppe ferite ai talloni.
Poi risalire il fianco della collina su cui poggia il paese e gettarsi davanti l’altare della chiesa per farsi medicare.
Il 4 settembre prossimo, agli occhi del visitatore ignaro e curioso, ci sarà un paese in fermento, una sensazione di attesa palpabile fin dai fuochi d’artificio del mattino.
La gara degli zingarelli, bimbi fino a 10 anni circa, darà il via alla manifestazione, a partire dalle ore 15: correranno scalzi per le vie di Pacentro.
Alle 18, il momento centrale, il silenzio nella vallata rotto dal suono della campanella della chiesetta.
La corsa inizia, i concorrenti allineati sotto lo spuntone enorme di roccia dipinta col tricolore, si tuffano e rotolano per il fianco del colle.
Al vincitore, un premio in denaro, il palio di stoffa e il giro d’onore portato a spalla dai compaesani per le strade del paese.
Il brindisi nella contrada di appartenenza, fino a tarda notte, chiuderà, ma solo per ora, la festa.



