L’AQUILA – “Non ci interessa nulla delle polemiche, non vogliamo rispondere a nessuna domanda. Qui è tutto in regola altrimenti ci avrebbero fatto già chiudere”.

Risponde così e non vuole dire come si chiama una delle commesse dell’outlet temporaneo “della discordia”, il primo che ha aperto all’Aquila suscitando la protesta dei commercianti tradizionali nonostante questa forma di vendita a prezzo ribassato sia da tempo diffusissima nel resto d’Italia.

Giunto nel capoluogo lo scorso 26 ottobre, occuperà i locali nel nucleo industriale di Pile, a poche decine di metri dal centro commerciale L’Aquilone, fino a gennaio e in soli 11 giorni di apertura sta seminando il panico tra i negozianti storici che hanno additato l’outlet come “irregolare e sleale”.

Provando a parlare con chi ci lavora si sente dire che “noi, da San Benedetto, siamo qui solo per lavorare, se gli esercenti di questa zona si lamentano vuol dire che non hanno mai avuto nessuna concorrenza e ora che siamo arrivati noi ci temono e non sanno come andare avanti”.

I clienti aquilani, invece, sembrano essere contenti di questa apertura, anzi, preferirebbero che questa svendita potesse continuare oltre gennaio.

La convenienza è evidente con sconti dal 20 al 70%, “la merce è originale e tutti possono verificarlo dal cartellino – assicura la commessa – La polemica che è nata è assurda ed è accaduta solo in questa città, visto che gli outlet temporanei spopolano in Italia da diversi anni”.

Un’altra aspra critica che hanno mosso i negozianti e che ha attirato l’attenzione anche della Confcommercio dell’Aquila è che “queste rivendite a tempo arrivano, vendono ad 1/4 del prezzo del cartellino, incassano e se ne vanno”: “Questo non è un problema nostro, ripeto che non ci interessa niente, sono fatti loro”, concludono i venditori temporanei con malcelato fastidio.